Un viaggio tra il Vulture di ieri e di oggi

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Il progetto Lake B.E.S.T. sostenuto dalla Fondazione Con Il Sud attraverso il Bando Ambiente 2018, prosegue con le sue attività di promozione e valorizzazione del territorio del Vulture.  Il caldo estivo non è riuscito a fermare gli escursionisti desiderosi di scoprire le bellezza lucane che, domenica 30 agosto 2020, si sono avventurati nelle meravigliosa località di Monticchio Laghi.

Il circolo di Legambiente Moltalbano Jonico, insieme al circolo SVA Legambiente Potenza, capo fila di progetto, hanno seguito un percorso ad anello di circa 7 km. Accompagnati dalla guida Aigae Leonardo Mecca, sono partiti dalle sponde del Lago Piccolo di Monticchio per proseguire in direzione dell’Abbazia di San Michele Arcangelo.

Percorrendo la lunga salita, il gruppo ha avuto la possibilità di osservare un albero dalla “doppia faccia”: la pianta arborea falsa acacia (Robinia pseudoacacia L.). La guida Mecca, infatti, lo ha analizzato sia in qualità di risorsa che in termini di invasività. Ha fatto riferimento alla sua grande capacità di riproduzione per via vegetativa che lungo un costone particolarmente ripido e nudo, potrebbe rappresentare un valido aiuto per quanto riguarda il ripristino della copertura vegetale, e quindi creare uno schermo a protezione di una potenziale caduta massi.

Continuando a salire lungo i sentieri che costeggiano il lago, sono giunti al Museo di Storia Naturale del Vulture. All’interno dell’Abbazia di San Michele Arcangelo, gli escursionisti sono stati accompagnati dalla guida Mecca in un percorso di circa 50 minuti tra le varie sezioni del Museo. Mecca ha riassunto 750mila anni di storia del Vulture toccando gli aspetti storici, geografici, geologici, faunistici e floristici più importanti che hanno segnato e modellato il territorio del Vulture. Ma il fiore all’occhiello è stato sicuramente la visita alla sezione della Bramea Acanthobrahmea europaea a cui è dedicato l’intero Museo.

Terminata la visita del Museo, gli escursionisti hanno proseguito per un piccolo sentiero al di sopra dell’Abbazia. Percorrendo quella strada si sono imbattuti in un grande croce che, ai tempi dei monaci Benedettini, rappresentava il limite vocazionale. Mecca, infatti, ha spiegato al gruppo che se un frate in crisi di abbandono o perdita di vocazione cambiava idea entro e non oltre il limite fisico della Croce era riammesso al convento, mentre, in caso contrario, non era accettato alcun tipo di ripensamento.

Inoltre, continuando a salire a poche centinaia di metri dal Belvedere, ha speso alcune parole sulla rinnovazione dell’abete bianco e sui metodi scientifici utilizzati per valutarne la quantità e la qualità. Arrivati in cima, il paesaggio era mozzafiato e ha incantato gli escursionisti. Oltre ad ammirare dall’alto la bellezza dei due laghi di Monticchio la guida ha sommariamente descritto il paesaggio: osservatorio astronomico di Castelgrande, Calitri e zona industriale, Cairano e la sua notorietà per gli appassionati di deltaplano.

Lasciando il Belvedere, si sono recati in località Fontana dei Faggi dove si sono ristorati e hanno pranzato. Nel riprendere la passeggiata si sono collegati al sentiero CAI 102 Abbazia-Monte Vulture durante il quale si sono imbattuti negli antichi piloni della funivia che, in passato, collegava i laghi al Monte Vulture. La funivia è stata attiva dagli anni ’60 fino al 1978, anni in cui rappresentava una forte attrazione turistica. Purtroppo, ad oggi, è completamente abbandonata perdendo l’occasione di attirare un maggior numero di visitatori nel territorio del Parco Naturale Regionale del Vulture.

Infine, scendendo verso i laghi di Monticchio hanno visitato i resti della Badia di Sant’Ippolito.  Nel descrivere ciò che è emerso, fra cui resti di tombe, pavimenti, cinte murarie, resti di case di un villaggio, monete, laboratorio di lavorazione dei metalli, Mecca ha sottolineato l’importanza di proseguire con gli scavi iniziati negli anni ’60 per dare valore alla storia e alle testimonianze lasciateci.

Un piacevole viaggio tra le ricchezze del Vulture di ieri e di oggi per far conoscere di quanta meraviglia è fatta la Basilicata.

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