Verso il Lacus Pensilis

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Un tragitto ad anello di 9 km per raggiungere Lagus Pensilis, il lago che ha dato il nome al borgo di Lagopesole nell’area rurale nei comuni di Avigliano e Filiano, ai confini del Parco regionale naturale del Vulture. In occasione della giornata mondiale delle zone umide dello scorso 2 febbraio, escursionisti e appassionati hanno goduto di un percorso tra storia e natura.

La passeggiata è stata organizzata dal capofila SVA Legambiente Potenza in collaborazione con il Circolo Legambiente di Avigliano, nell’ambito del progetto Lake B.E.S.T. sostenuto dalla Fondazione Con Il Sud con il Bando Ambiente 2018.

La guida Aigae Leonardo Mecca che, ha accompagnato il gruppo di escursionisti, ha colto l’occasione per far comprendere l’importanza di questi specchi d’acqua naturali, preziosi per la difesa della biodiversità. Sono grandi alleate nella lotta ai cambiamenti climatici, fulcro di importanti rotte migratorie e fonte inestimabile di risorse.

Durante la lunga passeggiata la guida ha indicato, punto per punto, le diverse specie di piante che caratterizzavano il sentiero: dal querceto all’edera, dalla felce alla rosa canina. Nella zona collinare è molto presente la quercia, ma un grande ecologo del secolo passato, nel descrivere diverse zone fitoclimatiche, ha denominato questa fascia vegetazionale “Castanetum”. Questa scelta sottolinea proprio l’importanza che il castagno e relativi prodotti hanno avuto in quel periodo storico, nella prima metà del ventesimo secolo. Quest’ultimo con i suoi frutti, in passato, ha rappresentato un’importante risorsa alimentare per le popolazioni rurali. Le castagne, infatti, sono una risorsa fondamentale di carboidrati ed erano utilizzate soprattutto per la produzione di farine.

Oltrepassato il querceto misto, l’esperto ha mostrato ai presenti la rosa canina. I suoi piccoli frutti, ovvero le bacche, sono considerate le “fonti naturali” più concentrate in vitamina C. È presente in quantità fino a 40/50 volte superiore rispetto alle arance e limoni.

Continuando la passeggiata si sono soffermati sulle felci, in questo periodo dell’anno secche. Le felci sono tra le piante più antiche del pianeta, sono piante preistoriche, tra le prime ad adattarsi alla vita di terraferma. Dal punto di vista botanico sono molto importanti, hanno delle strategie di sopravvivenza uniche. Nonostante la presenza di foglie, fusto e radici, hanno un metodo di riproduzione ancora arcaico ovvero sviluppano delle spore. Sono facili da riconoscere, le loro foglie sono dette fronde e quelle più giovani si presentano arrotolate con una forma caratteristica, detta bastone pastorale. Come i muschi e licheni sono legati all’acqua e sono indicatori ambientali ovvero indicano la presenza di terreni acidi. Inoltre, offrono molte proprietà contro i reumatismi, contro la gotta e contro diversi tipi di infiammazione. Ci sono circa 11.000 specie e nelle zone tropicali hanno un portamento arboreo e si estendono per circa 30/40 metri.

La guida ha, inoltre, dato suggerimenti al gruppo su come distinguere le bacche commestibili da quelle velenose. Ad esempio, ha spiegato che quelle del corniolo si trovano tra agosto e settembre, sono di rosso scuro e sono commestibili. Mentre il suo legno è indicato per la costruzioni di resistenti bastoni e per opere di ingegneria naturalistica per la stabilizzazione dei versanti.

È risaputo che l’edera soffoca gli alberi su cui si poggia, ma è anche vero che è un habitat fondamentale per moltissimi insetti. È molto importante perché fornisce quantità cospicue di nettare e polline prima dell’inverno, fiorendo tra settembre e ottobre. L’edera è molto apprezzata in cosmetica per le sue proprietà tonificanti e drenanti, è molto utile per la cura dei capelli e piccole irritazioni o scottature.

Dopo una lunga e piacevole passeggiata nella variegata natura, gli escursionisti hanno raggiunto il suggestivo Lacus Pensilis, un sito di altissimo valore naturalistico sia per quanto riguarda la flora che la fauna. Negli ambienti lacustri è solito trovare la Tifa, cannuccia di colore brunastra tipica delle zone umide, il pioppo all’interno del lago, la cannuccia di palude e il salice. Il salice è una pianta nota per le sue proprietà antinfiammatorie, antinevralgiche e antifebbrili, è utile contro reumatismi, mal di testa e febbre.

Inoltre, questa riserva naturale è luogo di importanti e numerose rotte migratorie. Tra le specie di uccelli troviamo: Airone bianco Maggiore, Airone cenerino, Airone rosso, Allodola, Balestruccio, Cardellino, Cavaliere d’Italia, Cicogna nera, Falco di Palude, Gabbiani Reale, Gallinella d’acqua, Nibbio Bruno Nibbio reale e tanti altri.

Un posto così accogliente per così tanti animali non poteva che essere un riserva straordinaria anche per i visitatori. Durante le escursioni si impara a conoscere la natura, ad apprezzarla e quindi valorizzarla. È di questo che ha bisogno la Basilicata.

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