TUTTI IN CAMPO A MONASTIR!

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Nel novembre del 2018 ha preso avvio il progetto “Tutti in Campo” finanziato con il Bando “Terre Colte” della Fondazione con il Sud. Dopo una prima fase di rodaggio e passato l’inverno per far riposare il terreno, finalmente le attività entrano nel vivo e la prima piantagione in Sardegna di Bacche di Goji sta per essere realizzata.

Prima di condividere la messa a dimora delle piante, con l’aiuto dei tirocinanti inviati dal Comune di Monatir e dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Cagliari, vi proponiamo un piccolo contributo del Presidente della cooperativa Bentos che ripercorre le origini e gli sviluppi dell’idea progettuale.

“Intanto la nostra cooperativa deve dire grazie alla Fondazione perché sta attuando una opportunità importante che purtroppo dalle nostre parti è complicato creare.

Il progetto è la logica conseguenza di un’idea imprenditoriale di tre soci: io, Cristina e Rita, che pur venendo da altre situazioni lavorative (io ero socio da 20 anni ed ero Direttore Commerciale di una delle più grosse cooperative sociali che si occupano di verde urbano, Cristina è tutt’ora, da circa 20 anni, presidente di una cooperativa sociale che si occupa di asili nido, mentre Rita faceva parte dello staff direzionale di una multinazionale che gestisce centri commerciali) ad un certo punto delle nostra vita, per diversi motivi, ci siamo trovati assieme a pensare come potevamo cambiare noi stessi e il nostro ambiente.

Abbiamo subito pensato a creare una cooperativa che si basasse su 3 valori fondamentali: impegno sociale, tornare alla terra e creare prodotti innovativi e salutari. Trattandosi di prodotti deperibili da dover vendere velocemente, uno dei requisiti ero quello di trovare e affiliarsi a una rete di marketing e vendita.

Le ricette che sono nate da questi ingredienti sono state diverse (Aloe, Zenzero, Zafferano, patata rossa ad esempio) ma è col Goji che abbiamo trovato terreno fertile per iniziare.

Ci siamo informati se ci fosse qualcuno in Italia che avesse coltivato con buoni risultati le bacche del Goji (non sempre il desiderio di coltivare qualcosa si sposa con l’effettiva possibilità di farlo perché non tutte le colture possono crescere ovunque). La risposta l’abbiamo trovata in Calabria e cioè una regione con clima praticamente identico al nostro. Ci siamo recati in Calabria per vedere coi nostri occhi e toccare con le nostre mani e abbiamo capito che la produzione sarebbe stata realmente realizzabile. Siamo anche andati in Toscana per vedere alcuni altri tentativi, ma il clima non consentiva i risultati dei calabresi. Abbiamo anche scoperto che un contadino in un comune vicino al nostro aveva piantato alcune piantine e senza quasi curarsene aveva dato frutti rigogliosi. Quindi abbiamo capito che climaticamente siamo adatti.

A questo punto non ci rimaneva che trovare i fondi per l’avvio dell’attività e la sorte ha voluto che incontrassimo il bando della fondazione che fortunatamente ha creduto nel nostro progetto.

Il progetto è ufficialmente avviato a novembre 2018 ma le attività sono iniziate in questa primavera inoltrata sia per tempi fisiologici che per il clima che è stato abbastanza instabile.

Le attività eseguite sul campo sono state per ora di tipo meccanizzato dovendo agire su una superficie superiore all’ettaro. Sul terreno sono dapprima state asportate le erbacce, eseguita l’aratura, la concimazione, la fresatura e nei prossimi giorni effettueremo le baulature per il letto di posa delle nuove piantine che dovrebbero arrivare (clima permettendo) tra metà e fine Giugno.

Le fasi preliminari meccanizzate sono terminate, ora installeremo i pali che reggeranno i filari di piante, monteremo l’impianto di irrigazione a goccia e le piantine. Questa fine estate dovremmo già avere una piccola produzione.

La magia a mio parere è vedere il coinvolgimento attivo di istituzioni pubbliche come sindaci e assessori che mostrano passione all’immaginare quello che gli hai proposto, nel vedere che le aziende locali (per ora quelle che abbiamo coinvolto nelle attività meccanizzate) reagiscono con entusiasmo al progetto che gli abbiamo raccontato, e si prodigano per venirci incontro con i tempi e con gli impegni che in questo periodo hanno, di vedere le facce “sognanti” dei ragazzi che stiamo selezionando che vorrebbero entrare a fare parte del progetto. Tante magie dovranno ancora avvenire. Vogliamo coinvolgere la comunità, abbiamo pensato a un evento dove coinvolgere chi fa il pane, chi fa i dolci, chi la fa la pizza, chi fa il gelato e quindi creare i cosiddetti “cibi della salute” che devono diventare, non dico un bene identitario del paese di Monastir che ci ospita, ma quasi.

Da queste parti abbiamo il paese del pane, quello del carciofo, quello delle pesche, delle lumache, del torrone ecc.. Monastir vorremmo diventasse il paese del Goji o dei cibi della salute.

Per ora difficoltà insormontabili non ne abbiamo incontrato. Quelle che capitano, come ad esempio i ritardi, le gestiamo con pazienza sapendo che ogni passo ci avvicina alla meta.

Il nostro sogno sarebbe quello di creare un distretto del cibo con il comune di Monastir e altri limitrofi, per riportare valori nutrizionali della nostra alimentazione a quelli dei nostri nonni che mangiavano cibo sano e non si ammalavano mai, e riportare la gente alla terra. Non a caso la nostra regione la chiamiamo “la nostra terra”. Ci stiamo informando per verificare se la Sardegna ha già recepito le normative nazionali sui distretti del cibo.

Il sogno è quello di replicare il progetto, di evolverlo, di creare un indotto e di rendere il prodotto famoso. Intanto le maniche sono rimboccate e pedaliamo su biciclette stabili.

Alessandro Sabiucciu”

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