Fare ricerca agendo sul campo. Quando l’Università lavora assieme ai soggetti attivi del territorio.

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Un momento di lavoro congiunto presso la Fattoria Sociale L’Agorà nel 2015 (S. M. di Licodia, CT).

Presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università degli Studi di Catania (DICAr), opera un gruppo di ricerca: il Laboratorio per la Progettazione Ecologica e Ambientale del Territorio (LabPEAT), che dal 1998 porta avanti un programma scientifico ispirato al paradigma della ricerca-azione partecipata per catalizzare processi di sviluppo locale nel territorio della Sicilia orientale.

Si tratta di un approccio che mira alla co-produzione di conoscenza e progettualità in partnership con diversi attori territoriali – comitati spontanei, associazioni, enti locali ecc.– finalizzata a generare ricadute pratiche e trasformative nelle aree più fragili e marginali dell’isola.

In particolare, il LabPEAT del DICAr è parte, da più di dieci anni, di una partnership con la rete coinvolta nel progetto ReCAP e ha collaborato con un ampio ventaglio di attori della Valle del Simeto. La partnership ha preso avvio con associazioni di volontariato nella prima decade del 2000 a seguito di una mobilitazione sociale generata da istanze di tutala attiva del territorio ed è stata rafforzata attraverso una esperienza prototipale di mappatura di comunità condotta tra il 2009 e il 2010. Parallelamente all’esperienza di lavoro nel territorio simetino, i ricercatori del LabPEAT hanno utilizzato l’approccio della mappatura di comunità in svariati processi di pianificazione dal basso.

La partnership ha poi coinvolto gli enti locali nel 2012, attraverso un protocollo d’intesa per l’avvio di un contratto di fiume. Successivamente, nel 2015, si è trasformata in una Convenzione Quadro denominata “Patto di Fiume Simeto” tra l’Università degli Studi di Catania, 10 Comuni e il Presidio Partecipativo. Nel 2013, il LabPEAT ha dato supporto tecnico-scientifico alla elaborazione dell’auto-candidatura nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), da cui è scaturita la selezione della Valle del Simeto come area sperimentale di rilevanza nazionale e la fase di co-progettazione, supportata anch’essa dal LabPEAT.

La partnership ha generato diverse azioni attualmente in campo, tra cui un progetto di adattamento ai cambiamenti climatici e apprendimento di comunità finanziato da fondi EU Life, nonché la realizzazione di un Ecomuseo del Simeto sostenuta da un progetto finanziato a valere sul Fondo Sociale Europeo. Da svariati anni, inoltre, si svolge una scuola estiva internazionale denominata CoPED (Community Planning and Ecological Design), in collaborazione con University of Memphis e UMass Boston, che coinvolge entusiasticamente giovani del territorio e studiosi da svariate parti del mondo.

 

Nell’ambito del progetto ReCap Simeto, il DICAR svolge un’attività di accompagnamento per una campagna di coinvolgimento capillare porta-a-porta connessa a una iniziativa di mappatura di comunità, mirante a rafforzare le capacità relazionali della rete di volontariato, favorendo inclusione sociale e coesione territoriale attraverso: i) il potenziamento della rete tra i soggetti già attivi del volontariato; ii) il coinvolgimento di tutti quei cittadini non ancora impegnati nella rete di volontariato ma potenzialmente coinvolgibili nella realizzazione degli altri interventi previsti dal progetto.

 

Uno dei momenti della scuola estiva CoPED, Edizione 2019, presso la sede della Proloco di Regalbuto (EN).

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