Terra Aut, piantumate le barbatelle per produrre vino rosso Primitivo sul terreno confiscato alla mafia

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Per questo tipo di lavoro agricolo, sono stati coinvolti tutti. C’è voluto l’impegno di ciascuno di loro. Ognuno aveva il suo ruolo ben preciso ed alla fine della giornata la loro attività è stata ampiamente ripagata e adesso non resta che aspettare. Almeno due o tre anni, ma l’idea progettuale che l’ha animata merita davvero questo tempo di attesa. Perché alla fine sarà possibile brindare al successo ed allo spirito dell’iniziativa con un bel bicchiere di vino rosso Primitivo. Proprio quello ottenuto dal loro lavoro, dalla piantumazione di barbatelle di Primitivo con impianto a spalliera che hanno trovato posto su mezzo ettaro di terreno confiscato alla mafia.

Anche il vino, dunque, sarà tra i prodotti etici e “liberati” dalla mafia realizzati dalla cooperativa sociale Altereco sui terreni di “Terra Aut”, in contrada Scarafone, sui beni confiscati a Giuseppe Mastrangelo, uno dei boss più influenti della criminalità organizzata cerignolana. Un nuovo prodotto frutto del sogno di agricoltura sociale che rispetta la filiera agroalimentare dalla lavorazione alla trasformazione. Un sogno reso oggi ancora più forte grazie al progetto “Il fresco profumo della libertà”, tra gli interventi selezionati nell’ambito della quarta edizione del Bando Beni Confiscati alle mafie 2019, promosso dalla Fondazione CON IL SUD insieme alla Fondazione Peppino Vismara.

«Abbiamo piantumato 320 barbatelle di Primitivo su mezzo ettaro di terreno che abbiamo liberato per fare spazio ad altre coltivazioni – spiega Vincenzo Pugliese, presidente della cooperativa sociale Altereco – . Avevamo il desiderio di produrre del vino da molto tempo e finalmente siamo riusciti a metterlo in pratica. Adesso, non resta che aspettare ma siamo sicuri che ne varrà davvero la pena. Ringrazio tutti i i ragazzi che si sono messi subito a disposizione per portare avanti il progetto e per tutto il lavoro di preparazione che è stato fatto prima».

Del resto “Terra Aut” prova a dare delle risposte concrete in materia di antimafia sociale, raccontando con il suo progetto di agricoltura sociale quanto sia importante ed anche fortemente simbolico trasformare un luogo simbolo del potere mafioso in avamposto di legalità, di economica sostenibile, di lavoro regolare, di sviluppo. Ed è qui che la cooperativa sociale Altereco porta avanti il suo sogno di agricoltura sociale ed inserimento lavorativo, favorendo una piena inclusione socio-occupazionale delle persone che vengono da situazioni si svantaggio, come persone ammesse alle misure alternative al carcere, ex-detenuti, migranti. Grazie al progetto “Il fresco profumo della libertà”, sostenuto da Fondazione CON IL SUD insieme alla Fondazione Peppino Vismara, il sogno sta prendendo ulteriore forma attraverso la realizzazione di un orto sociale, l’allestimento di una bottega solidale e l’implementazione di una serie di attività di promozione del territorio, tra cui l’allestimento di un B&B, favorendo l’inclusione socio-lavorativa di persone in condizione di svantaggio.

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