Sversamenti di idrocarburi sulle coste dell’Isola di Pantelleria

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Secondo una stima fatta nel 2018 dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ogni anno nel Mediterraneo gli sversamenti di idrocarburi ammontano a più di 600mila tonnellate di prodotti altamente inquinanti.

Il pericolo di inquinamento da prodotti petroliferi è frutto essenzialmente di due tipologie di cause: gli incidenti e le attività operazionali, in particolar modo quelle di carico e scarico delle petroliere e quelle di rifornimento e altre attività di routine, come lo scarico delle acque di zavorra, lo scarico dei residui del lavaggio delle cisterne, dei fanghi e delle acque di sentina (attività illecite in virtù dello status di “area speciale” attribuito alle coste del Mediterraneo).

Sulle coste dell’isola di Pantelleria, il rischio di inquinamento da sversamento di idrocarburi è reso concreto dalla possibilità di avvio di perforazioni nel mare antistante l’isola, insieme ai ritrovamenti frequenti di macchie bituminose, originate dalla pulizia al largo dei serbatoi delle navi e delle petroliere, che rendono necessario attivare azioni per la risposta concreta di ripulitura delle coste e di prevenzione del rischio.

Attraverso l’attività di monitoraggio e messa in sicurezza, PANT-AID mira a ridurre i rischi ambientali legati agli sversamenti di idrocarburi e alla perdita di biodiversità all’interno del Parco Nazionale Isola di Pantelleria.

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