Progetto Lav(or)ando, intervista ad Anna Tedde, presidente della cooperativa Elan

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Il Progetto Lav(or)ando è stato ideato ed è curato dalla società cooperativa sociale Elan. La presidente, Anna Tedde, ci racconta la storia e gli obiettivi della cooperativa, i suoi progetti e risultati, la genesi di Lav(or)ando, che è stato avviato di recente presso la Casa Circondariale di Uta, a pochi chilometri da Cagliari.

 

Dove è nata e dove ha sede la cooperativa?

La società cooperativa sociale Elan è nata a Cagliari nel 2012, dietro la spinta generativa di Solidarietà Consorzio Cooperativo Sociale, di cui è socia, e dalla volontà di dare identità e dignità lavorativa ai cittadini a rischio di esclusione sociale. Sono loro, i principali destinatari delle nostre iniziative, tutte ideate per favorirne il recupero e l’integrazione sociale attraverso lo strumento del lavoro.

Il nostro, è un lavoro di rete. Aderiamo infatti al Consorzio Solidarietà di Cagliari, Consorzio di Cooperative Sociali che include al suo interno Cooperative di tipo A e Cooperative di Tipo B e che a sua volta aderisce al Consorzio Nazionale Gino Mattarelli (CGM)

Inoltre, Elan è iscritta alla Confcooperative di Cagliari, associazione di rappresentanza, assistenza, tutela e revisione del movimento cooperativo, ed è socia della Banca di Credito Cooperativo di Cagliari.

 

Quanti sono i soci?

Attualmente la Cooperativa conta complessivamente 10 soci, di cui 7 soci lavoratori e 2 soci volontari, e sono impiegati 21 dipendenti.

 

Elan è una cooperativa sociale di tipo b: con quali finalità è stata costituita?

La sua mission è perseguire l’interesse generale della comunità, favorire la promozione umana e l’inserimento di cittadini a rischio di emarginazione sociale. Come tali, consideriamo le persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale, ex degenti di istituti psichiatrici, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione.

Proprio per le situazioni di disagio che si trovano ad affrontare, il lavoro riveste una valenza educativa, trattamentale e riabilitativa: non fornisce solo reddito, ma è opportunità, luogo di realizzazione, di rafforzamento di fiducia e rispetto di sé, di scambio e di relazioni sociali, di valorizzazione, di apprendimento e di accrescimento personale e professionale.

 

Quali sono i principali progetti curati finora dalla cooperativa?

La Cooperativa ha intrapreso la sua attività nel febbraio del 2012, grazie ad un progetto consortile di reinserimento sociale e lavorativo rivolto a minori sottoposti a provvedimenti penali e finalizzato al superamento dei processi di esclusione sociale attraverso la loro diretta partecipazione ad opportunità occupazionali legali. L’iniziativa rappresenta una prosecuzione del Progetto MITICO (Misure Trattamentali Inserimento e Creazione Occupazionale) finanziato dalla Cassa delle Ammende, attraverso il dal Centro di Giustizia Minorile per la Sardegna, e realizzato in Sardegna, a partire da maggio 2009, attraverso la messa in funzione di una Lavanderia Industriale presso l’Istituto Penale Minorile di Quartucciu.

Attualmente, la lavanderia “Fresh&White” è gestita dalla nostra cooperativa per mezzo di un affidamento consortile e, al suo interno, si realizzano percorsi di inserimento lavorativo per i minori e giovani adulti, di età compresa tra i 16 e i 21 anni, sia detenuti all’interno dell’Istituto che in esecuzione penale esterna.

Al suo interno lavorano 2 detenuti regolarmente assunti con contratto di lavoro dipendente e 2 tutor. Tra i progetti più recenti, possiamo citare il progetto Includis, finanziato dalla Ras attraverso il Fondo sociale europeo e realizzato dalla Elan in partenariato con il Plus del Comune di Cagliari e soggetti del terzo settore. Il progetto, che si concluderà a gennaio del 2021, è finalizzato alla realizzazione di progetti di inclusione socio-lavorativa a favore di persone con disabilità e ha permesso di offrire opportunità formative e lavorative a numerosi destinatari. Ad oggi si contano 104 accessi e prese in carico, 84 percorsi di orientamento specialistico, 41 percorsi di tirocinio attivati oltre che il coinvolgimento attivo di 22 aziende ospitanti.

 

Da tempo siete impegnati anche in servizi di custodia e nella cura del verde pubblico.

Esatto. Un altro servizio è quello di custodia non armata e di manutenzione del verde e dell’arredo urbano all’interno del Parco di Terramaini di Cagliari, dove sono stati ospitati soggetti in messa alla prova o che hanno violato il codice della strada, impegnandoli in attività di volontariato di pubblica utilità.

Sempre riguardo le aree verdi, negli ultimi due anni la cooperativa ha gestito il servizio di cura e manutenzione del verde urbano attrezzato del Comune di Cagliari, nello specifico l’area del Poetto e Sant’Elia.

Attualmente, stiamo gestendo il servizio pulizie per conto di clienti privati e di custodia, pulizie e piccole attività di facchinaggio della Scuola Civica di Musica di Cagliari e i servizi di custodia, pulizia e manutenzioni nella struttura comunale denominata Casa Albergo dove risiedono cittadini residenti nel Comune di Cagliari segnalati dai Servizi Sociali che necessitano di particolare protezione sociale.

A seguito dell’emergenza Covid, infine, la cooperativa si è specializzata nella gestione di servizi di sanificazione ambientale finalizzati alla disinfezione e igienizzazione di ambienti, autovetture, pavimenti, superfici verticali, imbottite, arredi, impianti di condizionamento e macchinari.

 

Dalla sua fondazione, quante persone sono state coinvolte nei progetti della cooperativa?

Dal 2012 ad oggi, Elan ha generato 227 posti di lavoro. In particolare, all’interno della lavanderia “Fresh&White”, sono stati realizzati complessivamente 60 percorsi di inclusione sociale e lavorativa.

 

Il Progetto Lav(or)ando: non è il primo di questo genere curato da Elan. Quali sono i risultati attesi, anche alla luce di esperienze similari già compiute e/o in corso?

Il progetto, di durata quadriennale, nasce per favorire il recupero sociale e il reinserimento professionale di 24 soggetti sottoposti a provvedimenti penali, attraverso il potenziamento di una lavanderia già presente nella struttura e attualmente vede impiegati 2 detenuti con un contratto part time.

I percorsi personalizzati puntano a fornire ai destinatari non solo competenze professionali, spendibili nel mercato del lavoro non protetto, ma anche a ricostruire la propria identità e accrescere l’autostima.

 

Quali sono le tempistiche di avvio del progetto Lav(or)ando?

Le selezioni dei beneficiari del progetto si sono concluse da poco, dando il via ai percorsi di inserimento professionale all’interno della lavanderia. A turno, i 24 detenuti compiranno dieci mesi di percorso.

Durante i primi cinque, cureranno i diversi passaggi della catena produttiva: lavaggio, asciugatura, stiratura e infine confezionamento della biancheria dei reparti maschili e femminili del carcere di Uta e delle nuove commesse per i nuovi servizi di lavanderia delle cooperative e imprese pubbliche e private che sosterranno il progetto.

Nella seconda metà del progetto, proseguiranno il percorso professionale all’interno della stessa lavanderia della Casa Circondariale di Uta oppure presso imprese ospitanti presenti sul territorio e operanti nel settore della lavanderia o in ambiti alternativi.

Quali sono i progetti che la cooperativa ha in cantiere?

Attualmente la cooperativa sta per dare avvio a tre progetti di inclusione sociale e lavorativa: “Imparis” e “A Foras” prevedono l’attivazione di un sistema integrato di interventi finalizzato a migliorare le condizioni di occupabilità e a favorire processi di autonomia e inclusione di soggetti sottoposti a provvedimenti penali o in condizione di disabilita psichica, fisica e sensoriale attraverso percorsi personalizzati di accompagnamento professionale, psicologico, relazionale, e azioni di sistema volte a sensibilizzare le imprese sulla responsabilità sociale all’inclusione lavorativa e all’economia civile.

Entrambi i progetti sono finanziati dalla Città Metropolitana di Cagliari e saranno realizzati da Elan in collaborazione con un partenariato formato da Solidarietà Consorzio, Servizi Sociali Soc. coop. Soc. (coop. tipo A) e Uniform Servizi (ente di formazione).

Entrambi i progetti prevedono l’accesso di trenta destinatari a percorsi di orientamento specialistico. Diciotto di questi accederanno a successivi percorsi di formazione: quindici verranno inseriti in aziende del territorio per un tirocinio, mentre gli altri tre saranno affiancati in un percorso di creazione d’impresa.

La differenza tra i due progetti sta nell’ambito di intervento: Imparis è dedicato a persone con disabilità fisica, psicca e sensoriale, A Foras a destinatari sottoposti a provvedimenti penali.

Il terzo progetto di inclusione sociale e lavorativa, “Poetto Pulito” si rivolge a cinque persone affette da patologie psichiatriche. Il settore di inserimento sarà quello della pulizia e cura del patrimonio ambientale da realizzarsi nel lungomare Poetto della città di Cagliari. Nello specifico, i destinatari si occuperanno della raccolta differenziata dei rifiuti abbandonati (lattine, bottiglie, mozziconi di sigarette etc..) e saranno formati al ruolo di addetto alla raccolta dei rifiuti differenziati. Il progetto si propone di produrre numerose ricadute a più livelli, che vanno dal favorire l’integrazione sociale dei destinatari diretti, combattere la discriminazione e lo stigma nei confronti della diversità, ma anche contribuire alla preservazione e tutela dell’ambiente e diffondere buone prassi legate alla differenziazione dei rifiuti.

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