Contro la violenza l’importanza della manutenzione

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Si fa comunità attraverso i piccoli gesti, grazie a tante singole azioni che unite tra loro ci portano a sentirci parte di qualcosa di più grande. Comunità come luogo in cui le persone si sentono inclusive e dove possono esprime a pieno i loro diritti.

Tra i tanti momenti di riflessione che ci portano a ragionare su quanto ancora ci sia da fare per rendere migliore la nostra comunità, la ricorrenza del 25 novembre riveste un ruolo di piano che ci scuote oltre modo. Una battaglia, quella contro la violenza sulle donne, che avremmo voluto aver già vinto ma che invece dobbiamo continuare a combattere: con l’educazione, la giustizia e con i fatti.

In questa battaglia anche i piccoli gesti dei singoli assumo un’importanza particolare. Come quello della nostra concittadina che anche quest’anno ha fatto di un’area della via principale un luogo simbolo di questa battaglia: una panchina, delle scarpe e dei fiori. Tutto rigorosamente rosso, tutto estremamente curato. Spirito di cittadinanza attiva e bellezza che portano a riflettere.

Giornata contro la violenza sulle donne che quest’anno però si è macchiata di un gesto che colpito nel suo profondo la nostra comunità. Proprio nella notte tra il 24 e il 25 l’installazione è stata oggetto di un increscioso atto di vandalismo. Scoprire così la mattina di un giorno così importante per chi vuole essere veramente Comunità, ferisce e impone l’azione.

Oltre alle condanne, mai troppe per un gesto così vile, e oltre alla richiesta di perseguimento dei colpevoli, occorrono i gesti, anche piccoli e simbolici, che però sappiano dare gambe ad un’indignazione che altrimenti rischia di diventare passiva accettazione della violenza.

E allora diventa importante fare manutenzione, ovvero intervenire prontamente quanto qualcosa di rompe, sia da un punto di vista fisico che immateriale. Ecco allora che tanti piccoli gesti ci aiutano, anche davanti a fatti così forti, ad essere comunità. Dai nostri giovani che con i loro insegnanti per primi hanno voluto portare un segno della loro condanna, a tutti quelli che si sono adoperati per ripristinare l’installazione.

Anche noi abbiamo voluto fare la nostra parte. Saputo dell’accaduto i nostri volontari si sono subito adoperati per realizzare una nuova panchina rossa che ha trovato così collocazione vicino alla vecchia. Così, senza dimenticare o nascondere l’accaduto, si è voluto dare un segnale: che la Comunità trova forza anche i quei gesti che sembrano distruggerla. Che la Comunità si mantiene senza cancellare le sue ferite, ma anzi non si vergogna di mostrarle quale segno che la rende più forte e coesa.

Condanniamo il gesto, non ce la sentiamo di condannare i colpevoli. Riteniamo infatti che prima di condanne sia necessario parlare di educazione perché nel nostro ideale di Comunità nessuno può essere lasciato indietro o escluso. Manutenzione è infatti anche saper accompagnare le persone nei loro percorsi di vita per renderle partecipi della comunità e co-autrici e co-fruitori del suo benessere.

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