Le interviste di Domu mia – Alexis Guittard

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Alexis Guittard, presidente dell’associazione S.O.S. SARRABUS, vive in Sardegna dal 2016. L’attività di volontariato – sostiene – “mi ha permesso di integrarmi, di accrescere le mie competenze e anche di vedere riconosciuto il mio lavoro”. Abbiamo interrotto diverse volte la conversazione, il telefono squillava continuamente: ci sono sempre nuove richieste.

Presso l’Ospedale Brotzu (Cagliari)

Quando e come è nato il servizio della S.SO.S Sarrabus?

L’associazione S.O.S. Sarrabus nasce nel 2003 con l’intento fin dall’inizio di dare i servizi a cittadini con disabilità, servizi ad ampio spettro, dal trasporto di persone in carrozzina al fornire servizi alla comunità, curando le fasce più fragili: dalla persona anziana sola, all’invalido, alla persona in carico ai servizi sociali.

Viviamo di donazioni che provengono principalmente da persone singole, ci sono poi dei piccoli aiuti dei comuni a cui prestiamo servizio, considerando che il grosso avviene in uno spazio geografico abbastanza ampio, tra Villaputzu, San Vito, Muravera, cerchiamo di coprire tutto il Sarrabus.

Che ruolo svolge la vostra associazione nel territorio?

L’ospedale di Muravera nell’arco degli ultimi 10 anni è stato fortemente ridimensionato rispetto a servizi offerti. Negli ultimi 3-4 anni il ridimensionamento è avvenuto in modo sempre più determinante, anche rispetto ai servizi essenziali di chirurgia e ortopedia.

Con la pandemia abbiamo ricevuto la bastonata finale perché anestesisti e altri medici sono stati trasferiti a Cagliari, inoltre recentemente il pronto soccorso apre dalle 8 del mattino alle 20 di sera. Per cui, dopo questo orario, qualunque cosa succeda, un incidente, un malore, il paziente dopo le 20 devi essere trasportato a Cagliari.

Inoltre, se una persona deve fare radioterapia, significa andare per 20 volte consecutive a Cagliari ed è un costo insostenibile per tanti, dato che i trasporti pubblici non consentono di arrivare direttamente agli ospedali.

Noi ci occupiamo in primo luogo dei trasporti da e verso il capoluogo, ma svolgiamo anche un “servizio ponte” fornendo gli ausilii medici a chi ne ha bisogno.

Spesso queste richieste ci arrivano direttamente dai servizi sociali, sono le ASL a comunicargli le necessità, ma la lentezza del sistema lascia scoperte le persone nei bisogni essenziali.

Qui interveniamo noi: dando in prestito carrozzine, letti ortopedici, deambulatori, stampelle, materassi antidecubito, seggiolini.

In che modo far parte del progetto Domu mia Sarrabus ha modificato la vostra attività?

Quando sono subentrato l’associazione contava tanti soci, pochi erano però effettivamente attivi. Al momento, siamo operativi in una ventina, con la speranza di aumentare.

La distribuzione di beni di prima necessità a Domu mia.

A causa della pandemia, tante piccole attività di reclutamento, anche nelle scuole o in piazza, si sono ridimensionate. Far parte del circuito di Domu mia ci ha consentito di continuare a parlare di noi e di raggiungere la comunità con più facilità.

Far parte del network del progetto Sarrabus Domu mia ci ha consentito di continuare ad operare efficacemente nonostante i momenti di difficoltà – anche finanziari. Inoltre, ha permesso alle persone del territorio di continuare ad usufruire dei servizi, anche gratuitamente.

Cosa avete in programma per il prossimo futuro?

Ci sono tante cose che vogliamo realizzare nel prossimo futuro, l’area attrezzata al mare a San Giovanni (nel territorio di Muravera n.d.r.) per i disabili è senza dubbio quella a cui teniamo di più.

Da un parte forniremo un servizio di trasporto dal paese al mare e viceversa, dall’altra un servizio in loco, nella spiaggia stessa. Il servizio avrà quindi una ricaduta doppia, sia in termini di servizi

per i cittadini che di lavoro, basta pensare all’autista, il bagnino, e le altre figure professionali necessarie per un servizio di questo tipo.

 

Noi come S.O.S. Sarrabus da gennaio 2022 ad oggi contiamo già quasi 150 servizi, dovuto gran parte al passaparola. La ripresa dei servizi ha fatto triplicare le richieste, nel 2021 abbiamo percorso quasi 20.00 km, totalizzando più di 300 servizi per il mezzo. Considerate le consegne degli ausili, che sono circa un centinaio, contiamo almeno un servizio al giorno lungo tutto il 2021.

 

Il nostro motto continua ad essere “In silenzio, ovunque!”, continueremo ad operare nel territorio senza farci troppa pubblicità, oramai il passaparola si è diffuso. Per il momento l’unica cosa che mi viene da dire è questa: “Speriamo finisca presto questa guerra!”

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