Il recupero e la riqualificazione dei terreni incolti: il contributo del progetto “Co.Meta”

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recupero dei terreni

La progettazione dell’ecoparco è stata realizzata a partire dal contesto iniziale, con l’obiettivo di una riqualificazione fisica di terreni abbandonati

La collinetta al centro dell’ecoparco, ossia la parte più alta del parco, si chiama Parapoti e sovrasta l’ex maxidiscarica Parapoti.

 Oggi è stata bonificata in un parco pubblico. Quindi, si concentra nella bellezza del terreno e del riscatto del territorio circostante.

Oltre all’ attività di bonifica svolta dal Comune, è stata affiancata la riqualificazione ed il recupero del territorio, attraverso la realizzazione del sentiero che permette di attraversare il parco.

Il progetto di recupero e di tutela del territorio passa anche attraverso i singoli terreni di proprietari che hanno smesso di occuparsene.

Il progetto, dunque, si impegna a far diventare questi piccoli terreni abbandonati:
– nuove speranze comunitarie di riuso concreto e virtuoso del suolo pubblico;
– autoproduzione alimentare e con redditi alternativi.

Come il progetto Cometa aderisce all’iniziativa del recupero dei terreni

Il progetto di recupero dei terreni avviato da Cometa ha mirato al recupero di circa 6,5 ha di terre incolte del comune di Montecorvino Pugliano (Sa), attraverso la coltivazione di ortaggi, piante officinali, alberi da frutto e ulivi. 

Tra le diverse attività si è inoltre predisposta l’iniziativa di:

  • realizzare un parco api per la produzione di miele;
  • realizzare degli impianti di frutteto e uliveto per la produzione di olio evo bio e di trasformati a base di ortaggi.
  • proporre animazioni didattiche e ludiche rivolti ai bambini e alle famiglie in generale con dei percorsi ambientali, sensoriali ed esperienziali.

 

La valorizzazione dei terreni come occasione formativa

Sempre in ottica di valorizzazione del territorio, il progetto Cometa ha avviato 5 percorsi di formazione a favore di soggetti svantaggiati, da cui sono state contrattualizzate già due figure per la cura del verde e degli impianti agricoli.

In parallelo è stato avviato un percorso di selezione e formazione degli animatori dell’ecoparco.

Una grande opera quella della valorizzazione e riuso delle terre perché dà la possibilità di creare non solo un nuovo modo di utilizzo della terra che ci circonda, ma crea reti sociali forti, spazi di accoglienza, organizzazione di percorsi naturalistici, enogastronomici e culturali e laboratori di sensibilizzazione su tematiche legate all’interculturalità e alla memoria storica. 

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