Acqua, clima e territorio: le risorse di CometaPark

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L’Onu ha istituito nel 1992 la Giornata Mondiale dell’acqua (World Water Day) che cade ogni 22 marzo. L’idea delle Nazioni Unite era quella di sensibilizzare la popolazione sul tema dell’acqua alla luce delle direttive dell’Agenda 21, risultato della conferenza che si tenne a Rio de Janeiro nello stesso anno e che fu sottoscritta da 170 paesi. Corresponsabilizzazione, miglioramento continuo, governance, trasversalità, visione condivisa e partenariato erano i concetti chiave scelti per affrontare le sfide del XXI secolo.

Mai come quest’anno il tema dell’acqua, dal suo consumo all’approvvigionamento idrico, è stato al centro di lunghi dibattiti che hanno interessato l’ambiente e il cambiamento climatico ormai da molto tempo in atto. In tutto il paese, infatti, le immagini dei letti dei fiumi desertificati – come il Po, per citarne uno – hanno riempito notiziari e pagine di quotidiani segnalando un grave problema di siccità che se non sarà risolto nei prossimi anni porterà a un drastico cambiamento dei territori e degli stili di vita di tutti. In Campania, i dati registrano livelli minimi di portata dei principali fiumi della regione: il Sele, il Volturno e il Garigliano; in particolare, la scarsità d’acqua è stata registrata anche in realtà molto vicine all’ecoparco CometaPark come il lago di Conza e i bacini del Cilento.

Il cambiamento climatico, con temperature medie più alte e poche piogge, e la siccità cambiano completamente il territorio, anche dal punto di vista delle colture che caratterizzano un luogo piuttosto che un altro. È già realtà, infatti, lo spostamento dei vitigni in alta montagna per mancanza d’acqua ed alte temperature, così come la coltura dell’ulivo, impensabile finora, in zone come il Piemonte. Nel ferrarese e nel padovano, invece, si coltiva l’arachide che è una tipica pianta del nord Africa. Le risaie saranno forse un ricordo tra qualche anno poiché si sta iniziando a coltivare in quelle zone la soia e il frumento. Infine, in Sicilia, già da qualche anno si coltiva il banano, il mango e l’avocado al posto di limoni e arance. L’impatto del cambiamento climatico, quindi, è davvero impressionante.

Per far fronte a questa emergenza, a CometaPark le piante vengono irrigate soltanto con acqua piovana raccolta in un pozzo e adottando una tecnica agricola particolare che è la pacciamatura. Si tratta di una pratica con cui è possibile prevenire la crescita delle erbe infestanti, isolare le radici dalle basse temperature e permettere al terreno di mantenere più a lungo l’acqua. L’uso di materiali naturali o plastici per ricoprire il terreno preserva le riserve d’acqua contenute nel sottosuolo che in questo modo vengono prelevate direttamente dalla pianta quando ne ha bisogno. Durante l’estate, la pianta crescerà quasi in autonomia grazie ad un uso sapiente delle risorse idriche.

Soltanto attraverso un approccio scientifico e ragionato alla natura si potrà far fronte a questa sfida data dal cambiamento climatico, oltre che all’impegno di tutti nel ridurre le emissioni di CO2 e scegliere uno stile di vita più sostenibile.

 

Pozzo a CometaPark per irrigare le piante

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