Contro l’indifferenza. Storie per tramandare la Memoria

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Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime della Shoa, dall’ebraico «tempesta devastante», con cui si indica lo sterminio del popolo ebraico durante il Secondo conflitto mondiale.

Milioni di uomini, donne e bambini di razza ebrea, tra il 1938 e il 1945, furono uccisi dalla furia della folle ideologia nazista che condizionò anche il fascismo in Italia. E per non dimenticare tutto ciò, si è scelta una data, il 27 gennaio, perché proprio in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

È difficile ripensare a quel pezzo di storia e raccontarlo senza provare sgomento, dolore, indignazione, rabbia: un orrore dal quale vorremmo preservare i nostri bambini e ragazzi ma che, invece, merita di essere ricordato e raccontato anche a loro. Raccontare la Shoah significa tramandare una memoria, aprire la strada a domande, a cui forse non c’è risposta, ma che devono potere essere formulate, discusse, accolte, riscoprendo il sentimento della speranza – che ha trovato spazio nelle storie di molti protagonisti di quell’avvenimento così atroce – sentimento senza il quale il peso della memoria risulterebbe insopportabile, soprattutto per i più piccoli.  La memoria è qualcosa di più di un semplice ricordo, è un ricordo che ci chiede di non essere lasciato andar via, cancellato dal tempo, ma che ci spinge a fare qualcosa, a impegnarci perché il passato non ritorni.

Parlare con i bambini di questi temi è necessario per sensibilizzarli nei confronti di fatti terribili legati a persecuzioni, guerre, violenze, discriminazioni di cui ancora oggi sono spettatori involontari, insegnando loro i valori universali correlati alla Shoah che gli permettano di convivere pacificamente, conoscendo e accettando l’altro. Conoscere la storia e coltivare la memoria significa diventare cittadini e persone sensibili e consapevoli di non ripetere gli errori del passato,promuovere atteggiamenti sociali positivi, cooperativi, empatici, rispettosi e accoglienti. E occorre iniziare sin da piccoli perché, come ci ricorda Rodari, “il bambino è anzitutto un cittadino”.

Come introdurre con i più piccoli un argomento così delicato? esistono parole adatte per raccontare tanta violenza, tanta disumanità? Gli albi illustrati costituiscono un aiuto prezioso!

Nell’albo illustrato parole ed immagini si intrecciano per far maturare nel piccolo lettore lo sdegno e la speranza che le atrocità che hanno connotato un certo periodo storico non si ripetano mai più. Le illustrazioni riescono a rendere più forte il messaggio che il testo intende trasmettere, catturando l’attenzione, in particolar modo quella dei più piccoli; il linguaggio semplice, ma al contempo profondo, poetico, riesce a rendere accessibili temi molto complessi.

In uno spazio protetto, mediato dall’adulto, fantasia e realtà si mescolano, anche il silenzio può urlare ed essere assordante, le parole – “giuste” e perfino belle e gentili (anche nel racconto dell’orrore) – giungono direttamente al cuore. Immagini e parole costituiscono il punto di partenza per il confronto con il genitore o l’insegnante con cui si condivide la lettura.

La bibliografia sull’argomento dedicata alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi, è ricca e di qualità pregevole.Molti degli albi illustrati sul tema sono presenti nella bibliografia “Storie in movimento sulla rotta dei Diritti” che compone le biblioteche scolastiche “itineranti” a disposizione della comunità educante, allestita grazie al contributo di Biblioteca Bene Comune e gestita dall’Associazione Chiedilo alla Luna.

Il Progetto Biblioteca Bene Comune, che riconosce la biblioteca come presidio sociale ed educativo, ha investito sull’albo illustrato come efficace strumento per crescere cittadini consapevoli e ha scelto di metterlo a disposizione non solo dei genitori, ma anche degli educatori scolastici. Gli albi possono costituire un valido supporto nell’educare alla responsabilità, alla partecipazione, alla solidarietà, alla tolleranza, al rispetto, all’inclusione contro l’esclusione, al dialogo, alla comprensione del sé storico per stimolare il processo di apprendimento, di conoscenza e di formazione della coscienza etica, civile ed ecologica.

Non ci resta che fare un salto in biblioteca o richiedere che un “pezzetto” di biblioteca arrivi nelle nostre scuole!

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