Terra Aut, terminano i Campi della Legalità: per i ragazzi lavoro e formazione contro la mafia

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«I Campi della Legalità sono stati un’esperienza faticosa, intensa e ricca, che hanno dato non solo ai ragazzi che sono arrivati qui a Cerignola, ma a tutta la comunità la possibilità di accrescere le conoscenze sui temi dell’antimafia e della legalità. A noi del territorio ci ha concesso di consolidare le relazioni con i tutti i partner, nazionali e locali». E’ cosi che Dora Giannatempo, responsabile formazione della cooperativa sociale Altereco, fa un primo bilancio sui Campi della Legalità “Il fresco profumo della legalità” promossi dalla stessa cooperativa che la scorsa settimana ha accolto gli scout del clan/fuoco “Sirio” del Foggia 10 (Agesci) per vivere un campo di servizio e di formazione sui beni confiscati alle mafie di Terra Aut e Michele Cianci. «I campi si concludono, dando spazio all’ultima fase dei lavori su Terra Aut che porteranno, a breve, all’inaugurazione del B&B sull’immobile confiscato alla criminalità, e offrendoci la consapevolezza di aver creato nuove relazioni con dei campisti che vivono nella provincia di Foggia che non interromperanno il loro impegno».

Gli scout, infatti, hanno anche partecipato alle attività del progetto “Il fresco profumo della libertà”, tra gli interventi selezionati nell’ambito della quarta edizione del Bando Beni Confiscati alle mafie 2019, promosso dalla Fondazione CON IL SUD insieme alla Fondazione Peppino Vismara. Il progetto promosso dalla Cooperativa Sociale Altereco – con un nutrito partenariato di enti pubblici e privati – prevede anche la realizzazione di un orto sociale, l’allestimento di una bottega solidale e l’implementazione di una serie di attività di promozione del territorio, tra cui l’allestimento di un B&B, che a breve sarà attivato per l’accoglienza dei turisti, soprattutto in un’ottica di turismo lento e di riscoperta della via Francigena con cui Terra Aut è collegata.

Durante i Campi della Legalità, quindi, il gruppo è stato impegnato nel lavoro di cura ed abbellimento del bene attraverso la pittura e la costruzione di panche con materiale di recupero; sono stati coinvolti in incontri con testimoni impegnati in attività di antimafia, di contrasto al caporalato e allo sfruttamento, di servizi di orientamento ed inclusione per i cittadini migranti. «Durante l’anno associativo abbiamo approfondito il tema del “BenèPossibile”, mettendo al centro del percorso educativo l’importanza di prendersi cura del bene comune, come quelli confiscati alla mafia e riconsegnati alle comunità per un riuso sociale» spiega Pino Intiso, capo clan del Foggia 10, che ha accompagnato il gruppo insieme alla capo fuoco Eva Celentano. «Per questo, abbiamo pensato che la scelta più coerente fosse quella di fare la route estiva in un bene confiscato alla mafia». Di conseguenza, gli scout hanno spinto i passi sulla strada della legalità, dell’antimafia, della giustizia vivendo una settimana di attività di lavoro e di formazione sui luoghi sottratti alla criminalità ed oggi diventati avamposto, di economia sostenibile, di lavoro regolare, di sviluppo, di antimafia.

 

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