Galatone in giallo zafferano e la comunità che cresce

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Quando l’avventura di Luna laboratorio rurale ha avuto inizio nel 2014 ci immaginavamo che aprire le porte di quell’edificio abbandonato da tanti anni, un luogo di cambiamento per chi ci era passato negli anni ‘90, potesse aprire le porte del cambiamento nel nostro paese.

Abbiamo sempre creduto che l’agricoltura potesse essere la miccia da cui tutto si può innescare perché da lì viene la nostra cultura, lì sono le radici delle nostre tradizioni.

Siamo sinceri, non sempre tutto va così liscio e tante volte le difficoltà fanno pensare che non è la strada giusta. Non è difficile arrivare a pensare che di agricoltura può campare solo chi l’azienda ce l’ha di famiglia e chi ha i terreni. E poi, anche se ti sporchi le mani e produci in modo diverso non sempre si ha un risultato immediato economico o meno che sia.

Il percorso è più simile alle montagne russe: tanto lavoro per arrivare su una piccola collina, poi stanchezza e problemi da superare e giù di nuovo, poi arriva qualcuno che vuole conoscere la nostra esperienza  e  si ritrovano le forze e si ricomincia a salire, poi di nuovo difficoltà, bollette, fatture, macchinari che non vanno, persone che hanno dato tanto che decidono di andare via e giù…. Poi di nuovo un bando, come quello di Terre colte, e si trovano le energie per raccontare il cambiamento in cui si crede e incredibilmente quella visione è condivisa e allora di nuovo su.

Gli ultimi mesi sono stati faticosi, i lavori in campagna e tante cose da seguire ma poi arriva una serata come quella di Galatone in giallo zafferano e l’incontro con i neo coltivatori e si ritrova il perché, la visione, dove si può arrivare, insieme.

Il progetto di zafferano di comunità di Luna laboratorio rurale

Ma raccontiamo un po’ come è andata…Nel progetto Luna laboratorio rurale abbiamo previsto la consegna dei bulbi di zafferano a 10 giovani galatonesi con l’obiettivo di ampliare quella comunità che abbiamo sempre immaginato poter essere la spinta al cambiamento.

Abbiamo avviato la campagna di promozione della donazione dei bulbi non solo attraverso i social, ma attraverso quella rete di associazioni ed enti con cui Luna collabora ormai da anni.

E alla fine in un caldo pomeriggio di fine agosto  abbiamo incontrato gli aspiranti coltivatori di zafferano, abbiamo immaginato che questa, come altre, possono essere porte che aprono nuove strade.

Così tutti insieme abbiamo provato a immaginare che …. nel mese di novembre le campagne di Galatone si possano colorare di piccoli fiori viola, che si possano organizzare delle camminate, che si possa destagionalizzare l’offerta turistica, che i ristoratori per quel periodo preparino delle degustazioni, che nella antica “strada del croco” ci siano botteghe di artigiani innovatori. Nelle nostre riunioni ci è sempre piaciuto immaginare quello che si può fare e così è stato anche con chi ha ricevuto i bulbi e con il presidente della Cooperativa di Comunità di Galatone.

L’importante in fondo è trovare dei buoni compagni per percorrere insieme il cammino, per piccoli o grandi tratti poco importa, l’importante è connettersi.firma del contratto etico per la donazione dei bulbi

La Comunità slowfood del Salento per la valorizzazione dello zafferano solidale

Altra novità che ha arricchito l’edizione di Galatone in giallo zafferano 2020 è stata la presentazione della “Comunità slowfood del Salento per la valorizzazione dello zafferano solidale”.  In pieno lockdown abbiamo conosciuto, seppur attraverso uno schermo, altre realtà come la nostra che coltivano lo zafferano, che lavorano per l’inclusione sociale o per creare identità culturali, persone che vogliono creare reti, che osano immaginare un cambiamento. Una di queste anche compagna di finanziamento nello stesso bando Terre colte, la cooperativa sociale Filodolio.

Da quei primi incontri è nata la voglia di progettare insieme, muovere i primi passi per far conoscere un prodotto ma soprattutto quello che l’agricoltura sociale può fare. Così anche se il 2020 non ci permetteva di organizzare un evento in piazza come negli anni passati, è stata l’occasione per incontrarci personalmente con i compagni della comunità slowfood, per presentarla al pubblico e per invitare Marcello Longo, rappresentante di Slowfood Puglia, che nel suo intervento a Galatone in giallo zafferano ci ha donato una nuova energia. Ripartire dagli intellettuali della terra, i contadini, per riscoprire il territorio e per proteggerlo, per rosicchiare lentamente le fondamenta di un sistema economico che crea disuguaglianze e distrugge la casa che ci ospita.

Loro sono i giganti ma noi siamo moltitudine diceva Carlo Petrini! Questo è quello che ci ripeteremo nei momenti di discesa delle montagne russe.

Infine anche nella difficoltà dell’organizzazione di questo anno un po’ particolare non possiamo dimenticare l’incoraggiamento dei ristoratori ad andare avanti, a crederci.

Sono tutti mattoncini, anzi “chianche” diremmo in dialetto, di questo cammino che stiamo costruendo.

 

Cosa succede adesso?

E adesso manca solo di mettersi al lavoro. Alcuni beneficiari dei bulbi hanno cominciato le semine, altri stanno preparando il terreno e ci chiedono aiuto e coordinamento.

Appena avremo terminato le semine vogliamo mappare gli zafferaneti nel territorio di Galatone e organizzare una giornata di turismo esperienziale per il periodo della raccolta. Sempre che questa pandemia ce lo permetta proveremo a organizzare un nuovo appuntamento per il mese di novembre anche con i ristoratori.

 

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