Le attività di prima assistenza e sostegno all’autonomia durante la pandemia

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La pandemia è stata per tutti logorante e colma di dubbi e paure, ancor più per le ragazze incontrate durante i colloqui. La presenza della mediatrice ha sicuramente facilitato gli incontri che già di per sè apparivano  particolari, vista la modalità on line ma le ragazze sono riuscite comunque  ad aprirsi e interagire con gli operatori, rappresentando di volta in volta i problemi e le difficoltà che stavano vivendo. Le persone conosciute  in accoglienza presso le strutture del territorio casertano a causa del  Covid hanno visto minate le loro già improbabili certezze in quanto sono stati interrotti bruscamente i loro percorsi formativi, lavorativi nonché sociali. Tante le storie raccontate, i volti segnati dalla sofferenza, i bambini presenti con le loro mamme “sole”. In tanti colloqui effettuati indelebile la storia di una giovane ragazza, “messa sulla strada” a seguito di un inganno ai danni della famiglia di origine, che  ha ammesso il debito contratto e, nonostante fosse in accoglienza, il pagamento dello stesso ancora in essere, particolare sottinteso, ma mai raccontato da altre ragazze.

 

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