La consapevolezza sull’autismo passa dall’inclusione sociale

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Il nostro progetto è frontiera. Cerchiamo una via per continuare a donare amore e assistenza, ma potenziando le autonomie e l’indipendenza.

La “Casa di Toti” è un progetto finalizzato alla creazione di una Casa per ragazzi neurodiversi, dove sarà combinata l’assistenza socio/sanitaria ad alto profilo qualitativo alla possibilità per gli ospiti della comunità di svolgere attività lavorative nell’adiacente albergo solidale: da fruitori di un servizio, i ragazzi coinvolti nel progetto  ne diverranno gestori, accogliendo gli ospiti e dimostrando tutte le loro potenzialità.

Nonostante il momento pandemico difficile, siamo alla vigilia dell’apertura e potremo finalmente dare vita a un sogno per molti dei ragazzi coinvolti, che durante questi anni si sono preparati partecipando a stage abilitativi realizzati con uno dei nostri partner. 

Fin qui, le nostre esperienze hanno dato vita a soggiorni di 3 gg per ragazzi speciali, individuati e selezionati dal personale dello studio Parentage di Catania, con finalità differenti, per vivere e sperimentare il cohousing  e la condivisione, in vista della futura residenzialità; per valutare il proprio grado di competenze acquisite in ambito di autonomia e autogestione; per fornire ai genitori esperienze in continuità con i laboratori occupazionali sperimentati in contesto terapeutico.  

Grande anche la partecipazione attiva di molte aziende locali  che durante gli stages mettono a disposizione il loro tempo, spazio e disponibilità per insegnare ai ragazzi come lavorare la materia prima per la realizzazione di un prodotto finito. Tale esperienza dà la possibilità ai ragazzi di percepire una dimensione del “saper fare”, un ruolo attivo dentro un contesto strutturato con tempi e orari da rispettare nell’ottica di costruire un disegno di futuro compatibile con le esigenze e le competenze di ognuno. L’obiettivo importante è di fornire ai ragazzi competenze trasversali che possano essere un bagaglio spendibile in qualsiasi contesto di vista. 

Muni Sigona è la presidente dell’Associazione Casa di Toti ONLUS e a lei, in qualità di madre e amica di suo figlio Toti, chiediamo il valore del progetto.

Da madre, Muni, cosa ti ha spinto a dare vita a questa impresa? La paura per un futuro ‘buio’. Dopo la scuola i nostri ragazzi speciali sono dimenticati dal mondo. Rimangono ‘chiusi’ a casa e soprattutto ‘soli’. Ho quindi deciso con la mia famiglia di creare un ‘lavoro’ in una residenza a misura di Toti e dei suoi amici: un Hotel gestito da loro.

Quali sono le aspettative che un familiare ripone in un progetto come il nostro?  Con sorpresa e ammirazione i genitori ripongono tanta fiducia in noi . E noi ci auguriamo di poter soddisfare tutte le loro aspettative.

Come valuti il sostegno di Fondazione e dei donatori privati? Da quando ho iniziato a ‘viaggiare’ in questo mondo speciale di fundraising ho sempre sperato di avere una ‘attenzione’ da Fondazione con il sud e così finalmente è arrivato questo momento. Ammiro tanto il loro impegno nel mondo del terzo settore perché gratificano progetti meritevoli. Per me l’aspetto più bello del progetto sono i tirocini formativi: l’inserimento lavorativo dei ragazzi presso aziende che ci sostengono è fantastico e restituisce il valore del nostro lavoro al territorio!

Come immagini il futuro di Toti e degli altri ragazzi? Cosa ti auguri per i figli di altre madri e padri come voi? Immagino il futuro di Toti e dei suoi amici sotto una luce diversa rispetto quella che li ha illuminati sino ad oggi. Saranno assistiti, gratificati, vivranno in una casa ‘bellissima e dotata da ogni confort’ avranno le giornate organizzare e piene di attività ma soprattutto saranno ‘amati’. Per i figli speciali di tante mamme e papà mi auguro che arrivi presto aiuti dalle istituzioni. Che questi fondi vengano ben spesi e gestiti. Mi auguro che si pensi al ‘dopo di noi’ perché noi genitori, anche se guerrieri, non siamo eterni!

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