I ragazzi del progetto iDO e la comunità. Dopo aver realizzato le mascherine le donano all’A.G.A.P.E

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Negli ultimi tempi i ragazzi del progetto iDO hanno incontrato le giovani e creative imprenditrici di iPez, Federica Tonti e Giulia Ricciardi. È nato così un laboratorio per la creazione di mascherine da passeggio in stoffa. Tutte rigorosamente pezzi unici, disegnate e tagliate dai ragazzi con disturbo dello spettro autistico, poi cucite e rifinite da Federica e Giulia.

Poi Federica, Giulia e iFun hanno deciso che questo laboratorio fosse utile alla comunità e lo hanno fatto donando le mascherine prodotte a realtà preziose del territorio. Una di queste è l’A.G.A.P.E., Associazione Genitori e Amici Piccoli Emopatici, che opera a sostegno delle famiglie e dei bambini ricoverati presso l’UOC di Oncoematologia Pediatrica di Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

I ragazzi sono andati a consegnare le mascherine a San Giovanni Rotondo e sono rimasti a bocca aperta.

Ad accoglierli è stata Mari Pia, che ha raccontato la sua storia.

Ha raccontato del suo essere stata mamma di un angelo che ora non c’è più e di aver dato tutta se stessa alla causa di A.G.A.P.E. Di quando suo figlio era ricoverato in un ospedale di Pavia e, a quel tempo, lei non sapesse dove andare, sostenendo grandi costi e con un grande bisogno di sentirsi in famiglia in momenti così duri.

Tutto ciò è divenuta Agape, un’associazione che dà sostegno alle famiglie con figli che hanno tumori, leucemie e spesso problemi di trapianti. Maria Pia ha raccontato tante storie… famiglie che arrivano da lontano, anche dall’estero, e che la loro casa è il posto dove poter rimanere, non solo a costo irrisorio (davvero con un costo ridicolo si può dormire e avere lavanderia e cucina a disposizione) ma dove avere la rete di supporto, lo scambio di esperienze, la famiglia che si desidera quando un proprio bambino soffre per un male durissimo da curare e le brillavano gli occhi nel dire che spesso sono proprio loro, i più piccoli, a essere i più coraggiosi e sorridenti e a dare la forza ai genitori.

Quante storie, tante storie e quanto impegno, giornaliero.

Maria Pia ha raccontato che vivono di donazioni e che è anche faticoso, ma che la sua vita non avrebbe il senso che ha, se non fosse votata a questa missione.

I nostri ragazzi hanno conosciuto la bellezza di Maria Pia e si sono sentiti onorati di aver incrociato lei e A.G.A.P.E.

Dire grazie a lei, a tutti loro e a tutte le persone che hanno il coraggio di lottare era il modo per dare un senso più profondo al nostro essere comunità. Perché siamo un filo invisibile che unisce i nostri destini e non si spezza, se solo lo desideriamo.

A.G.A.P.E. ci ha dato forza e ha permesso fossimo parte di un mondo e di un impegno così pieno di sostanza, così vero, così vivo.

 

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