La riscoperta delle pratiche agro-ecologiche per la sostenibilità delle aziende

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L’utilizzo di rotazioni colturali ampie, in cui si alternavano i cereali con le specie leguminose e si applicavano diversi tipi di letame erano, fino al secolo scorso, pratiche agricole “tradizionali e diffuse” negli ambienti mediterranei.

Dopo l’introduzione degli agro-farmaci di sintesi e la  forte meccanizzazione agricola, queste pratiche sono state, con il passare degli anni, quasi del tutto abbandonate. Di conseguenza si è passati da sistemi agricoli misti e complessi ad un’agricoltura specializzata e caratterizzata dalla monocoltura e dalla separazione delle produzioni vegetali da quelle zootecniche sia a livello aziendale che territoriale.

Tuttavia questa forte specializzazione può avere conseguenze negative quali ad esempio la riduzione della fertilità dei suoli e la perdita di biodiversità che comporta un notevole abbassamento della capacità dei sistemi agricoli di resistere ai patogeni. Infatti, è ampiamente dimostrato che, pratiche agricole intensive, come ad esempio le frequenti lavorazioni dei suoli e l’uso eccessivo di prodotti chimici abbinate a bassi apporti di materiali organici (sovesci ed ammendanti), hanno degradato i terreni, contribuito ad una riduzione generale del contenuto di sostanza organica dei suoli, inquinato le falde acquifere e contaminato l’atmosfera.

Fortunatamente, è in aumento l’attenzione da parte degli agricoltori e portatori di interesse verso la riscoperta di pratiche agricole in grado non solo di garantire le produzioni ma anche di  di salvaguardare l’ambiente.

Inoltre, occorre considerare che il concetto di qualità alimentare, oltre alle proprietà organolettiche, include il modo in cui viene prodotto il cibo con particolare riguardo alle questioni ambientali. Sulla base di questo, è quasi indispensabile produrre in modo “ecologico e sostenibile” e prendere in maggiore considerazione l’impatto ambientale delle pratiche agricole.

In quest’ottica, principi ecologici e pratiche eco-compatibili, come ad esempio la nutrizione attraverso i sovesci, inerbimenti ed ammendamenti, stanno riscuotendo maggior interesse. Tali pratiche  favoriscono il mantenimento della sostanza organica aumentando, principalmente se applicate per diversi anni, sia la sostenibilità ambientale che economica delle aziende agricole.

Articolo realizzato con il contributo di Alessandro Persiani (Ages s.r.l.s.)

 

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