TANDEM TERAPIA di DOMU MIA, inclusione sociale attraverso lo sport

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L’avvento del nuovo anno ci invoglia a parlare dei successi dell’anno appena conclusosi e soprattutto dei progetti vincenti, ormai consolidati che andranno potenziati nel 2024.

Per Domu Mia il progetto di Tandem Terapia ne è un esempio, tanto da essere considerato il primo progetto senza eguali in Sardegna. Nato dall’amicizia tra Domu Mia e Pangea Cycling, associazione veneta, che da anni si occupa di terapia riabilitativa in ambiente condiviso, attraverso lo strumento tandem, il progetto diventa autonomo con una nuova linfa: l’inclusione sociale comunitaria. L’attività di Domu Mia promuove anche lo sport come strumento di rinascita oltre la solitudine, l’emarginazione, la malattia e la dipendenza, coinvolgendo persone di età ed estrazione sociale differenti, come anche provenienti da situazioni difficili disparate, dalla malattia  e dalle disabilità psico-fisiche.

Per molti dei partecipanti lo sport era qualcosa di sconosciuto ed essersi aperti ad una esperienza di questa tipologia, affrontata insieme ad altre persone, ha reso l’iniziativa funzionale ed allo stesso tempo vincente.

Uscire di casa e dalla propria confort zone, spegnere la tv o il telefono, mettere da parte i pensieri negativi, uscire, mettersi in movimento, comunicare verbalmente ed interagire con gli altri: tutto questo fa parte delle buone pratiche rivolte alla persona, che Domu Mia sostiene e promuove dalla sua istituzione.

Il gruppo tandem si è consolidato fin da subito attraverso pedalate costanti, tre giorni alla settimana con allenamenti di medio/alta difficoltà, sui pedali per tre ore consecutive, arricchite dal caldo torrido che l’estate 2023 ci ha regalato.

Le guide e gli atleti, (si chiamano così coloro che pedalano sulla sella posteriore del tandem) sono state coinvolte in un corso di formazione teorico – pratico tenutosi da Maggio a Novembre, con un ciclo conclusivo intensivo di sette pedalate, 290 Km totali, alle quali si sono allineati dieci tandem con equipaggi diversificati. L’obiettivo è stato comunicare, conoscersi, sfidare le proprie paure, focalizzarsi sul sentire l’altro, farsi ispirare dai profumi, dai colori e dai suoni dei paesaggi, ma soprattutto partecipare insieme al superamento delle difficoltà e della fatica che le varie pedalate hanno offerto di volta in volta, come anche l’accettazione di regole e disciplina che l’attività impone.

Le neuro-scienze insegnano a rielaborare quanto realizzato sui pedali dopo ogni uscita: ogni esperienza, affinché abbia un valore terapeutico, deve essere rielaborata, rivista e vissuta di nuovo. Per questo dopo uscita di gruppo in tandem, gli atleti si ritrovano in cerchio a raccontarsi l’esperienza ed è questo l’aspetto innovativo dell’attività riabilitativa in ambiente. Gli equipaggi sui tandem non vanno a fare un’ esperienza riabilitativa in bicicletta, ma ogni volta fanno una cosa molto seria, mettono una componente emotiva molto alta ed è proprio questa che ripara il danno che ognuno può aver avuto dalla vita.

 

Ogni componente del gruppo conosce il sacrificio e le fragilità dell’altro nel pedalare, ma è questo che permette ad ogni tandem di affrontare le prime difficilissime salite, raggiungere mete pensate come irraggiungibili, abbattere barriere mentali, appiattendo di volta in volta quelle scalate montane, ormai facili discese liberatorie: questa è la potenza della tandem terapia. 

La prima pedalata del 2024 è stata espressione di amicizia tra i tandem di Domu Mia e il testimonial d’eccezione delle imprese dei tandemoni veneti, Remo Marinato, ormai amico storico di Domu Mia, che indirettamente ha stimolato ed influenzato l’associazione nell’attivarsi per far sì che il progetto inclusivo su tandem si realizzasse in Sardegna. Remo è la dimostrazione  che l’ormai non esiste, che anche senza una gamba la vita non si ferma, proibito isolarsi e fermarsi a piangersi addosso. Pedalare insieme a Remo è stato per gli aderenti al progetto una grandissima emozione, sinonimo del rimettersi in gioco, per Domu Mia non  poteva inizia l’anno in maniera più inclusiva.

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