Noi non cesseremo l’esplorazione

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Uno dei significati che anima il progetto Centro Tau 2020 è quello di allargare gli orizzonti dei ragazzi. Visivamente immaginiamo spesso dei passaporti ideali da consegnare a ciascuno per compiere il suo viaggio di scoperta: unico e speciale come è ogni singolo ragazzo.

Un viaggio reale: solo durante l’estate si sono succedute diverse esperienze all’estero. Da Parigi a Bruxelles. O partecipazioni a importanti festival: dal Giffoni Film Festival al Bari Festival Summer School.

Un viaggio ideale: i nostri laboratori permanenti, le “officine” di creatività, mostrano come l’arte sappia spalancare i confini, mostrare altre prospettive, donare un pezzo in più d’esperienza.

Infine come quando si è in viaggio, le lettere, le cartoline. I più grandi insegnano ai più piccoli in maniera personale e intima ciò che hanno imparato. Crediamo molto nella peer education che negli anni ha dimostrato la sua enorme efficacia.

Tutti questi mattoni, queste tappe dei percorsi individuali, non sono slegate ma rappresentano un unico filo rosso che conduce direttamente a se stessi. Conoscersi, capire ciò che si vuole non è facile per nessuno e la giovinezza è il momento adatto per sperimentare e sperimentarsi.

Ieri, 8 ottobre, in occasione della partecipazione del Centro Tau al Festival delle Letterature migranti, ne abbiamo avuto un emozionante esempio pratico.

Lola è una ragazza che frequenta il Centro da molti anni. Ha frequentato diversi laboratori, ha compiuto diversi viaggi, come quello in Irlanda del Nord, a Derry, su cui ha scritto un ottimo reportage di viaggio. E molto altro ancora.

Ieri tutti questi percorsi reali e ideali si sono uniti dentro le sue parole, i suoi gesti, i suoi ragionamenti. Ha condotto la presentazione dei libri dello scrittore Daniele Aristarco che in maniera speciale ha saputo valorizzarla e rispondere alle sue curiosità, incuriosendoci ancora di più. Attraverso i suoi libri, tutti pubblicati da Einaudi, Aristarco ci ha parlato di libertà, di coraggio, di resistenza. Attraverso gli spunti di Lola ci ha anche mostrato un altro aspetto dei viaggi, quelli dolorosi di chi è costretto a lasciare il proprio paese d’origine. E allora anche la parola migranti ha perso di senso, perché tramite il suo libro “Io vengo da” ci ha mostrato persone. Un pomeriggio indimenticabile che grazie allo scrittore e alla sua giovane moderatrice ha dato significato ai percorsi dei ragazzi.

Come in una poesia di Thomas Stearns Eliot: “Non cesseremo mai di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta”.

 

 

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