Prima esperienza in carcere.

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Se vi fosse un termine con il quale descrivere la prima visita in carcere degli studenti Luiss, partecipanti dell’ottava edizione di volontariaMENTE made in carcere, tale termine sarebbe “complessa”. Senza dubbio tale giornata è stata complessa e carica di tante emozioni.

Ha permesso ai ragazzi di relazionarsi, per la prima volta, con una realtà che effettivamente risulta complicata, disagiata e, spesso, dimenticata.

I ragazzi sono stati in grado di rendersi conto che il regime carcerario è caratterizzato da tante privazioni, che marcano fortemente la differenza con la vita libera che si tiene al di fuori di esso.

Ha permesso loro di comprendere quante cose vengano date per scontate ogni giorno, ma, soprattutto, che dietro ogni carcerato, dietro ogni storia, c’è una persona, un essere umano che è inciampato durante il suo cammino, commettendo errori, più o meno gravi e che è sacro dovere della società rieducare queste persone, in modo tale che possano essere una risorsa per la collettività, non un peso.

Gli studenti hanno compreso l’importanza del lavoro all’interno del processo di rieducazione ed integrazione, sono stati in grado di vedere il pentimento negli occhi dei detenuti con i quali hanno collaborato, hanno compreso che nel momento in cui ad una persona viene dato modo soltanto di covare rancore, è altamente probabile che quest’ultima torni a delinquere una volta uscita dalle carceri.

I ragazzi, una volta usciti, loro malgrado, si sono ritrovati in silenzio, senza troppa voglia di parlare, ma soltanto di riflettere, scossi nel profondo del loro animo, ma con tanta voglia di aiutare e fare del bene, non tanto per il singolo detenuto, ma per la collettività.

Lorenzo Peraino

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