Cosa sta succedendo a Vizzini, area interna siciliana

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Lo abbiamo scritto e detto in più occasioni: lo scopo del progetto BeeDINI – Vizzini 2030 è quello di creare un’opportunità di scelta per chi si trova al bivio tra lasciare le proprie aree interne (siciliane) o in alternativa restare e mettersi in gioco, ma con condizioni abilitanti. 

“Creare un’opportunità di scelta”: un intento assai complesso e ambizioso, se si confida nel trasformarlo in processi, pratiche, risultati e impatti. Con BeeDINI vorremmo mettere l’esperienza e le competenze di Officine Culturali e degli altri partner (l’Università di Catania (Di3A e DICAr), l’Associazione Isola Quassud, l’Associazione Regionale Apicoltori Siciliani, il Caffé Sicilia di Noto) a disposizione di una comunità che negli ultimi cento anni ha perso tre cittadini su quattro, passando da ventimila a cinquemila abitanti; una comunità che ancora vede una significativa tendenza alla mobilità verso altre regioni o stati: un fatto che a dire il vero non va sempre stigmatizzato perché a volte è anche frutto di una scelta di crescita professionale, ma che troppo spesso invece avviene in assenza di alternative.

Cosa significa per noi dare vita ad una impresa (sociale) coesiva

BeeDINI vorrà dare vita ad un’impresa sociale ibrida: la parte agroalimentare si concentrerà su un’antica vocazione di apicoltura iblea, guardando ad un mercato che offre molte possibilità di espansione; la parte culturale potrà far leva sui diffusi bisogni educativi ed artistici contando sull’Ex Carcere – Castello appena ripristinato, come bene comune da rimettere a disposizione sia della comunità educante che degli utilizzatori temporanei del territorio ibleo (ragusano, siracusano, catanese) già teatro di un intenso flusso di turismo culturale.

E allo stesso tempo sappiamo (Fondazione Symbola, rapporto “Coesione è competizione”) che le imprese che nascono e crescono in un clima coeso, sia nei rapporti interni con soci e lavoratori, che con le loro comunità di riferimento e con gli stakeholders, hanno molte più opportunità di farcela. Ecco che se quell’impresa sociale di Vizzini venisse generata in un clima di consapevolezza e coesione attorno alla sua nascita e al senso della sua intrapresa, un clima costruito mediante le attività culturali, educative e artistiche dentro e attorno all’Ex Carcere, è probabile che essa riuscirà con più forza ad affrontare delle sfide, cogliere delle opportunità, crescere e restituire benessere alla comunità vizzinese. Una sfida enorme, che stiamo per intraprendere.

Il castello e il cantiere 

Dall’estate 2020 abbiamo incaricato una ditta edile vizzinese per il ripristino dell’Ex Carcere Mandamentale – Castello, perché era necessario riportarlo alle condizioni necessarie per il suo utilizzo. Sono stati mesi di intonaco, grondaie, tegole, faretti, cavi, tubi, ringhiere. 

La ditta, malgrado abbia dovuto operare in uno dei più difficili anni della nostra contemporaneità, sta per chiudere il cantiere e consegnarci l’ex Carcere perché possa essere ripulito per bene, arredato e riaperto al pubblico. Insomma, da settembre 2021 dovrebbe essere tutto pronto per ospitare le attività del progetto BeeDINI. Ma questo è un racconto di edilizia, crono programmi, calendari: qui noi vorremmo parlare soprattutto di persone, e del modo in cui stiamo cercando di creare le premesse perché le relazioni tra le persone siano alla base del progetto triennale che stiamo per far partire.

Cosa significa per noi mappare i bisogni

Grazie alla collaborazione con le ricercatrici del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania che si occupano di pianificazione urbanistica, abbiamo avviato un percorso di mappatura dei bisogni di comunità. Questa indagine serve a fare emergere le percezioni di chi abita e lavora nel territorio, le aspettative, i sogni e i bisogni. L’attività si traduce in incontri pubblici durante il quale si conversa, si disegna, si domanda e si risponde. Ad ogni modo, sono occasioni per conoscersi, presentarsi, raccontare da parte di Officine Culturali e gli altri partner lo scopo del progetto, creare relazioni con chi poi ne farà parte.

Un anno duro, ma proficuo

Sebbene gran parte del 2020 abbia visto del tutto vietate attività di confronto in presenza, mentre il cantiere avanzava e ripristinava l’edificio abbiamo discusso e sentito molti di quelli che avremmo voluto incontrare con la mappatura, in modo da essere pronti alla ripartenza. Con alcuni insegnanti, amministratori, associazioni, volontari del servizio civile, operatori, ci siamo visti a piccolissimi gruppi, alle volte uno a uno, ma abbiamo potuto cominciare a mettere a punto quello che sarebbe servito poi. Nel frattempo si cominciava a parlare di noi in paese, della prospettiva della riapertura dell’Ex Carcere, e come primo effetto i ragazzi e le ragazze dell’associazione musicale Il Pentagramma ci hanno chiesto di poter girare lì il loro videoclip musicale…

Un incontro con la comunità vizzinese

Venerdì 2 luglio saremo quindi alla Villa comunale di Vizzini, per un secondo incontro pubblico, aperto e (speriamo) partecipato, dopo quello di gennaio 2020 al Circolo Verga. Crediamo fortemente che questo appuntamento possa servire a rivedersi dopo tanto tempo di interdizione e seppur con tutte le precauzioni del caso; un’occasione per conoscerci, ascoltarci e darci nuovi appuntamenti, magari anche durante l’estate, per poi dare il via alle attività culturali e formative, e per cominciare ad accompagnare la genesi della nuova impresa sociale.

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