L’intervento sistemico di Thamaia per contrastare la violenza maschile sulle donne

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Presentato a Catania il nuovo progetto di Thamaia Onlus sostenuto da Fondazione Con il Sud, alla presenza dei rappresentanti dei 16 partner e della Rete Antiviolenza della Città Metropolitana

«CON L’AUMENTO DI ORE D’ACCOGLIENZA E SERVIZI SPECIALIZZATI CRESCONO LE RICHIESTE D’AIUTO DELLE DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZA»

In programma azioni mirate per donne migranti, donne con disabilità e donne in gravidanza

CATANIA – «Sono in media 250 all’anno le nuove richieste d’aiuto a cui risponde il Centro Antiviolenza Thamaia, ma il numero cresce notevolmente nel momento in cui riusciamo ad aumentare le ore di accoglienza. Ciò significa che, da un lato, nel territorio catanese la presenza di organizzazioni specializzate sul contrasto alla violenza maschile sulle donne è drammaticamente insufficiente rispetto al numero di richieste d’aiuto; dall’altro, che investire nelle attività di accoglienza e di contrasto alla violenza ha un ritorno concreto, perché un maggior numero di donne maltrattate può accedere al Centro Antiviolenza».

Così la presidente dell’Associazione Thamaia Onlus Anna Agosta ha introdotto il nuovo progetto “Venti a favore delle donne: percorsi di libertà per donne che subiscono violenza” – realizzato con il sostegno di Fondazione Con il Sud e lungo 36 mesi – durante l’evento di presentazione che si è svolto questa mattina (20 giugno 2023) a Catania nell’Aula Refettorio Piccolo delle Biblioteche “Civica e A. Ursino Recupero”, alla presenza dei numerosi rappresentanti dei 16 partner istituzionali del progetto e degli enti che fanno parte della Rete Antiviolenza della Città Metropolitana di Catania.

Tre sono gli assi d’intervento che caratterizzano il progetto. Il primo è potenziare appunto l’accoglienza e il supporto alle donne che subiscono violenza attraverso un sistema capillare di azioni: prolungare da 16 a 25 ore settimanali l’apertura del Centro antiviolenza Thamaia di Catania; attivare/riattivare e coordinare gli sportelli ad Adrano e Paternò; riavviare presso il Centro Astalli di Catania uno sportello rivolto a donne straniere residenti, migranti, rifugiate e richiedenti asilo, che subiscono violenza maschile; realizzare insieme all’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) di Catania un nuovo sportello e un tavolo tecnico a sostegno di donne con disabilità che subiscono violenza; potenziare lo Sportello Lavoro di Thamaia e promuovere una rete dedicata all’inserimento lavorativo delle donne attraverso la collaborazione e la consulenza di Confcooperative Sicilia e Acli Service Catania; organizzare corsi di orientamento al lavoro e di formazione professionale con l’attivazione di 5 tirocini in azienda e assegnare 6 “doti di autonomia” per spese legate all’abitazione e alla conciliazione vita-lavoro.

Il secondo filone d’intervento riguarda l’implementazione del lavoro della Rete antiviolenza, anche in questo caso con una serie di attività strategiche: avviare il tavolo tecnico sulla violenza perinatale presso il Policlinico “G. Rodolico – San Marco” di Catania; organizzare 3 cicli formativi di 30 ore rivolti a operatrici e operatori della Rete Antiviolenza che coinvolge i comuni di Catania, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Adrano e Paternò, al fine di accrescere la capacità di riconoscere e affrontare le situazioni di violenza maschile sulle donne; coordinare 3 cicli formativi per 60 giornalisti, con l’ausilio e l’accreditamento dell’Ordine siciliano di categoria, per orientare a una comunicazione più efficace, non lesiva e scevra da pregiudizi e stereotipi di genere; ampliare con l’ingresso di nuovi partner la Rete antiviolenza della Città metropolitana di Catania promossa e coordinata da Thamaia.

La terza area d’intervento è quella della prevenzione, in particolar modo saranno coinvolti 4 istituti scolastici: il Comprensivo San Giorgio di Catania, il I Circolo Didattico “Sante Giuffrida” di Adrano, il Comprensivo “G. Marconi” di Paternò, e la Playschool di Misterbianco. Qui verranno realizzati – in sinergia con l’Associazione A Ibla Maior – laboratori esperienziali per insegnanti e genitori, allo scopo di favorire nelle bambine e nei bambini dai 4 ai 7 anni percorsi di crescita, di autonomia e di consapevolezza della propria identità senza condizionamenti culturali di genere.

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