?? Conservazione della biodiversità negli habitat prioritari

di

La Foresta Demaniale del Taburno, detta “Reale” per l’origine borbonica, è un’abetaia per gran parte piantata dall’uomo nel corso del secolo scorso.

È verosimile che prima che l’uomo manipolasse fortemente il bosco originario per la produzione del carbone di faggio, come testimoniato dalla presenza diffusa di aie carbonili, gli abeti si mescolassero maggiormente con il faggio. In effetti questo habitat prioritario dell’Appennino (classificato con il codice *9220 “Faggeti degli Appennini con Abies alba” dalla Direttiva Europea sulla protezione degli habitat), si è rarefatto per cause umane lungo tutta la dorsale appenninica.

Un’azione di restauro naturalistico è riportare nel giusto grado di mescolanza, la conifera e la latifoglia che rappresentano i due alberi più importanti del Taburno e dell’Appennino meridionale.

Foto realizzata con camera emisferica. Credits Mariano Crimaldi

Regioni

Argomenti

Ti potrebbe interessare

Escursione “Giro delle cave da Cautano”. In ricordo di Giacomo Savoia.

di

Domenica 6 febbraio 2022, ritrovo h 08:30 in Piazza Simonetta Lamberti, Cautano. È in programma domenica 6 febbraio, a partire dalle ore 09:00,...

ALLA SCOPERTA DEL “MULINO RITROVATO”. NUOVA ESCURSIONE DI SVE(G)LIAMO LA DORMIENTE.

di

Escursione Gruppo del Taburno-Camposauro. Da località Maione (Cautano) per il Fosso di Prata Domenica 01 maggio 2022, ritrovo h 08:15 nei pressi...

“IL CAPITALE NATURALE DEL TABURNO CAMPOSAURO DOPO I TRE ANNI DI SVE(G)LIAMO LA DORMIENTE”.

di

Presentazione degli studi e delle ricerche effettuate nell’ambito del progetto Sve(g)liamo la Dormiente. Venerdì 02 Dicembre 2022, h 16:00/18:00 presso la Sala...