A Trapani, la Croce Rossa Italiana produce benessere cucendo relazioni

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Controllando il mare

Sarebbe riduttivo associare la Croce Rossa Italiana alle consuete attività che la chiamano a intervenire nei contesti di emergenza perché i suoi volontari sono addestrati a esserci nel territorio, al fianco dei cittadini,  con  l’unità di strada per quel che riguarda le necessità di tipo medico, ma anche dimostrando  di sapere rispondere alle situazioni che procurano allarme sociale.

A Trapani, per esempio, l’Unità di strada esce durante la sera per andare in aiuto dei senzatetto e delle famiglie che vivono situazioni di indigenza, ma ha anche il Safe Point, servizio che durante tutto l’anno una volta a settimana, solitamente il giovedì pomeriggio, si rivolge agli indigenti e ai migranti dando loro supporto e assistenza legale, assistenza sanitaria, indirizzandoli ai corsi di alfabetizzazione e serali, distribuendo kit di prodotti sanitari e beni di prima necessità. Senza contare l’ascolto attivo per i bisogni concreti che spesso non sono solo di tipo alimentare.

Vicini anche allo sport

Prestazioni diciamo pure consuete che dai primi di luglio si sono arricchiti di un nuovo e tanto atteso servizio. Le Officine della Salute è, infatti, un ambulatorio sociale che ha aperto nella sede della Croce Rossa di Trapani, al civico 33 di via Conte Agostino Pepoli, dove si può usufruire di visite specialistiche gratuite, alcune delle quali riguardanti la dermatologia, la cardiologia, la medicina interna, psicologia e ortopedia.

Il servizio è pensato per le persone che ovviamente versano in stato di indigenza e che non possono accedere al Servizio Sanitario Pubblico perché le attese sono lunghe e, quando hanno bisogno, sono costrette a rivolgersi ai privati. L’ ambulatorio sociale consente loro di evitare queste trafile spesso molto dolorose e assolutamente costose. Per prenotare basta chiamare il 1520, il numero di pubblica utilità della Croce Rossa Italiana, o direttamente la struttura di Trapani, al cell. 351,2145192.

Le Officine della salute

«Questo è uno dei servizi che diventano punti di riferimento per chi ha bisogno – spiega Sveva Tatangelo Incorvaia, delegata per l’area sociale dell’associazione -. Le persone a cui ci rivolgiamo sono quelle che magari non solo in grado di chiedere autonomamente un servizio all’Azienda sanitaria locale, persone che non sanno di avere diritto alle esenzioni, che non hanno idea come fare un Isee, come predisporre un curriculum o far valere i propri diritti innanzi alla legge. Servizi che diventano essenziali per tantissima gente. Avvicinare questi cittadini attraverso l’unità di strada, il Safe Point e oggi anche attraverso l’ambulatorio sociale significa dare loro opportunità e speranza».

Servizi che la Croce Rossa offre indistintamente a tutti.

«Partiamo dal principio di umanità, neutralità e imparzialità, solo per citarne alcuni –  aggiunge Tatangelo Incorvaia – perché non giudichiamo e ci siamo indipendentemente da tutto e tutti. E poi, aiuta anche a rinforzare quella rete di risorse del territorio che si attiva quando bisogna aiutare veramente qualcuno. Per fare qualche piccolo esempio, procurando il corredino per un nuovo arrivo o consentendo a chi si rivolge a noi di ottenere un diritto che gli spetta. Una sinergia che non ha pari».

I numeri, poi, parlano chiaramente. Sono più di 500 le famiglie che solo tra il 2020 e il 2021 sono state seguite dall’unità di strada.

«Un dato diciamo esponenziale – aggiunge la delegata per l’area sociale della sezione di Trapani della Croce Rossa – perché con la pandemia è cresciuto.  Da quel momento abbiamo raggiunto anche veramente molte più  persone. Siamo, infatti, arrivati ad assistere anche 80 famiglie al giorno».

Un lavoro che deve fare i conti con le tante emergenze del territorio.

«Sicuramente. Fortunatamente non siamo gli unici a occuparci, per esempio,  degli immigrati che magari non hanno alloggi e che vivono per strada o hanno occupato vecchie strutture abbandonate. Purtroppo ci sono tantissimi cittadini che versano in condizioni di bisogno avendo difficoltà lavorative e sociali. Il Covid ha aumentare anche quelli che sono rimasti senza lavoro e hanno dovuto chiedere aiuto».

Sartoria sociale

Ed proprio in virtù dell’emergenza occupazionale, anche se al momento rivolta a un  target differente, che è nata “Trinacria solidale”, sartoria sociale promossa in collaborazione con l’associazione “Solidalmente”. Una realtà, quest’ultima che gestisce un centro diurno per diversamente abili, soggetti con Alzheimer e affetti da demenza. Sono, infatti, questi i giovani che una volta alla settimana animano gli spazi del laboratorio, anche questo via Conte Agostino Pepoli 33. Un’occasione non solo per loro, ma anche per quanti si fanno coinvolgere, di “cucire tessuti e rapporti”.

«Un’esperienza unica – conclude Sveva Tatangelo Incorvaia– che vuole essere prima di tutto inclusiva. Nelle nostre intenzioni c’è la volontà di coinvolgere ragazzi e ragazze con disabilità, ma anche straniere e stranieri o persone in stato di indigenza che desiderano imparare un lavoro. Non immaginate che soddisfazione vedere brillare gli occhi di tutti loro quando finiscono uno dei manufatti a cui hanno dedicato tanto tempo e impegno e i clienti acquistano immediatamente una delle loro fasce per capelli o una borsa, una sciarpa o anche un piccolo oggetto di uso comune. Niente rimane per più di pochi giorni in “vetrina”. Quello che colpisce è la passione che mettono in quel che fanno. Passione che arriva attraverso i colori e i sorrisi che ogni cliente porta con sé a casa, sapendo di avere fatto la cosa giusta anche perché il ricavato della vendita di questi manufatti va tutto ai nostri giovani lavoratori. Un’attività che crea inclusione generando benessere. Per tutti».

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