Misericordia di Sassari, un quarto di secolo al servizio dei più fragili

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La Misericordia di Sassari nasce nel 1999 per volontà di alcune persone che volevano dare un senso nuovo al servizio di volontariato del soccorso. Per questo motivo fu creata una Confraternita di Misericordia. «Eravamo affascinati da questo mondo, un concentrato di storia secolare, volontariato ed evoluzione nei diversi settori di intervento, sempre e comunque rivolti all’aiuto alla persona», spiega il governatore Giovanni Mura. «Ci riconoscevamo pienamente nei principi fondamentali che da sempre contraddistinguono il movimento delle Misericordie: la gratuità e l’anonimato. E questo spirito è rimasto immutato nel tempo».

Con questi stimoli, pur essendo partita senza capitali e con il solo autofinanziamento dei soci fondatori, oltre alla grande voglia di fare e di crescere, oggi l’associazione sassarese conta oltre 70 volontari, sei dipendenti e 10 mezzi di soccorso. Agisce nei settori del trasporto ed emergenza sanitaria, nella Protezione civile e nei servizi sociali. Nel primo presta servizio emergenza/urgenza per il Suem 118, servizi privati di trasporto sanitario e stazionamento a manifestazioni ed eventi, servizi di trasporto sanitario in convenzione per le Aziende ospedaliere del territorio.

La Misericordia, in collaborazione con il 118 di Sassari, ha portato avanti due progetti pilota che, nel territorio regionale, hanno dato una svolta fondamentale nel soccorso sanitario: nel 2001 fu istituito il primo servizio di ambulanza infermieristica “India” presso la postazione estiva di Santa Teresa Gallura, da cui fra l’altro negli anni successivi è nata la Misericordia locale; nel 2002, invece, i volontari di questa realtà sono stati i primi ad aderire al progetto “Cuore” che dà loro la possibilità, in seguito a percorsi formativi specifici, di defibrillare i pazienti in arresto cardiaco con l’utilizzo di un defibrillatore semi-automatico. «Si tratta di una svolta epocale perché, per la prima volta in Sardegna, i volontari del soccorso possono compiere manovre di defibrillazione», precisa il governatore Mura. «Tra gli operatori abilitati al Blsd (Basic life support defibillation) c’è Luca Simula, nostro attivissimo volontario: lui è stato il primo in Sardegna ad eseguire da volontario una defibrillazione su paziente in Acr. Purtroppo, per un tragico scherzo del destino, lui stesso a soli 22 anni (nell’ottobre 2002, ndr) è rimasto vittima di un arresto cardiaco durante un allenamento di basket, che non gli ha lasciato scampo. Questo drammatico evento, per la forza che Luca ha sempre messo nel servizio e nella vita in Associazione, per il ruolo, per la sua presenza costante e per le azioni compiute, ha segnato per sempre il percorso della Misericordia. Da quel momento, infatti, abbiamo dato un grande slancio al tema della defibrillazione precoce che si è poi allargato a tutto il territorio regionale con l’introduzione del Dae sulle ambulanze di base e dei volontari formati all’utilizzo».

A Luca è stato dedicato il nuovo logo dell’associazione: sul classico triangolo confederale è stata inserita la sua figura, un cestista che va a canestro con un cuore tra le mani; sotto campeggia la scritta in latino Alterius Causa nobiscum semper (Sempre con noi per il prossimo): un motto che l’associazione porta davvero in ogni azione e in ciascun servizio.

Negli anni è stato mantenuto un buon livello qualitativo del servizio che ha contraddistinto questa Misericordia, con un occhio all’innovazione e una grande attenzione alle particolarità degli assistiti. Così è nato il “118 Bimbi”, un modo di approcciare nel soccorso i pazienti più piccoli per metterli a proprio agio, con l’allestimento delle ambulanze con disegni dei cartoni animati e giocattoli a bordo, ma soprattutto con la preparazione specifica dei soccorritori. Inoltre, è stato avviato il soccorso bariatrico dedicato ai pazienti gravemente obesi, che sino a quel momento non potevano contare sull’impiego di ambulanze con presidi di trasporto idonei alla loro movimentazione: ciò implicava che queste persone avessero limiti nelle cure.

Nel 2006 una grande svolta con l’inaugurazione del servizio “Unimax”, l’Unità gestione maxi-emergenze e grandi eventi sanitari (per esempio in occasione della Cavalcata Sarda e dei Candelieri, che richiamano oltre 50mila spettatori). «È un servizio unico in Sardegna, capace di dare assistenza con un posto medico avanzato in eventi maggiori fino a 20 pazienti», spiega Mura. «Il 118, valutata l’importanza della risorsa, ha voluto convenzionarla per tutta la Regione. Negli anni il servizio è stato studiato e migliorato, sono state incrementate le risorse e, nel 2009, è stato sostituito il mezzo con una centrale operativa mobile capace di gestire i soccorsi di una maxi-emergenza senza gravare sul 118, ma allo stesso tempo collegati ad esso in tempo reale.

Nella protezione civile l’Associazione è in prima linea nelle attività di previsione, prevenzione e soccorso, e in tutte quelle azioni volte al superamento delle emergenze. Le categorie d’intervento sono l’operatività speciale, l’antincendio boschivo e la sanità.

I volontari di questa Misericordia hanno preso parte alle missioni in occasioni dell’alluvione di Capoterra (2008), del terremoto dell’Aquila (2009), del terremoto in Emilia Romagna (2012), delle alluvioni di Olbia (2013) e della Romangia (2014), del terremoto del Centro Italia (2016) e della recente alluvione in Emila Romagna.

Un altro importante progetto, nato nel 2019, riguarda l’istituzione del sistema Pass (Posto di assistenza sociosanitaria) presso la Regione Sardegna: tale struttura, definita dalle linee guida emanate con la direttiva del 6 aprile 2013 del Dipartimento nazionale della Protezione civile, deve essere presente in ogni regione per poter fronteggiare le emergenze di carattere catastrofico.

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