Admo Calabria, sconfiggere la leucemia con la donazione del midollo e lo sport

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Admo sta per “Associazione donatori midollo osseo”. Questa realtà è nata a livello nel 1990 per sensibilizza la popolazione ad iscriversi al registro dei donatori midollo osseo che è stato formalizzato in definitiva dalla Legge 52 del marzo 2001.

Admo non è solo quello che “sta dentro” la sua definizione formale. «Admo affonda le sue radici nei territori e nelle storie delle persone. In Calabria siamo diventati operativi nel 1992, e come realtà associativa ci siamo costituiti per volontà di alcuni genitori, pazienti, medici e volontari sensibili alla tematica della donazione di midollo osseo con lo scopo principale di informare la popolazione sulla possibilità di combattere, attraverso il gesto gratuito della donazione e il trapianto di midollo osseo, le leucemie, i linfomi, il mieloma e altre neoplasie del sangue», spiega Teresa Pugliese, segretaria della sezione calabrese dell’associazione. In questo territorio Admo prende forma anche grazie alla famiglia Nusdeo, che come altre famiglie era alla ricerca di midollo per contrastare il tumore di piccolo Giuseppe. «I genitori del bambino, scomparso poi a causa della malattia, e il fratello Vito – attuale presidente di Admo Calabria e consigliere nazionale dell’associazione -, hanno continuato il lavoro di ricerca di donatori. Dal dolore hanno costruito una storia trentennale volontariato», aggiunge Pugliese.

Sono molte le attività svolte nell’arco di questi anni, grazie anche alla collaborazione di enti, altre associazioni e volontari sul territorio regionale: «Di questa rete fanno parte tutti gli atenei calabresi, ma anche il Coni, la Fipav, la Protezione Civile, Rotary, Lions, Fidapa. Tutte sostengono il nostro progetto che è sanitario e culturale: sensibilizzare i giovani», perché per donare il midollo l’età è compresa tra i 18 e i 35 anni.

Admo collabora insieme ad Avis in Calabria – grazie anche ad un protocollo d’intesa siglato nel 2018 – per il reclutamento dei donatori, per la formazione dei volontari e per l’accompagnamento delle ospedalizzazioni dei donatori stessi. Admo in Calabria promuove anche workshop nelle scuole in cui guidare i giovani ad una vita sana, che permette loro di donare sangue e midollo, ma soprattutto di vivere bene. Anche per questo, il legame tra Admo Regione Calabria e lo sport è molto forte, tanto che dalla stagione 2016/2017 la nuova denominazione ufficiale del club calcistico biancorosso del Bocale diventa infatti A.S.D. Bocale Admo.

Per coinvolgere i ragazzi e promuovere la più ampia diffusione all’interno della scuola dei valori civili, morali e culturali legati ai temi della solidarietà e della donazione, della partecipazione e dell’impegno civile e sociale, «abbiamo creato il premio “Io Dono”, promosso insieme al Kiwanis Club di Vibo Valentia, all’Associazione Valentia e sostenuto dalla Fondazione Carical, la cassa di Risparmi Calabria e Lucania. Protagoniste sono le classi terze delle scuole secondarie primo grado della Provincia di Vibo Valentia», spiega Teresa Pugliese, segretaria della sezione calabrese dell’associazione che conclude: «Con i nostri volontari accompagniamo i donatori al prelievo di midollo che prevede un percorso farmacologico antecedente e un periodo di ospedalizzazione. La donazione è un’esperienza di vita, ma va guidata e organizzata e noi ci siamo anche per questo. Una vita viene salvata da un lavoro che parte dal reclutamento e si conclude con la donazione e l’assistenza anche dei donatori, cosa che abbiamo fatto anche durante il primo lockdown del 2020».

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