L’importanza dell’orientamento legale in un progetto socio-sanitario

di

Foggia, Italia - Assistenza socio sanitaria ai braccianti. Ph. Giulio Piscitelli

 

Tutelare la salute delle persone migranti in grave condizione di sfruttamento, marginalità e precarietà abitativa negli insediamenti informali della provincia di Foggia: è questo l’obiettivo del progetto che, grazie al sostegno economico di Fondazione CON IL SUD, portiamo avanti insieme a diversi partner, tra cui ASGI, associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione che, ai servizi socio-sanitari, affianca servizi di orientamento legale. Abbiamo chiesto a Erminia Rizzi – Referente ASGI Puglia, di raccontarci il valore della componente di orientamento legale all’interno del progetto.

 

Garantire l’accesso alla salute, in un contesto di sfruttamento come quello in cui operiamo, deve necessariamente andare di pari passo con la tutela dei diritti delle persone. Qual è l’importanza della componente di orientamento legale all’interno di un progetto socio-sanitario? 

 

La tutela dei diritti delle persone deve essere intesa come tutela complessiva su tre piani interconnessi tra loro: giuridico, sociale e sanitario. In un’ottica di approccio globale, la salute delle persone attiene sia all’accesso al sistema sanitario per prevenzione e cura, sia al diritto all’abitare, alla fuoriuscita da percorsi di sfruttamento e di violenza, alla tutela e sicurezza sul lavoro, all’accesso al rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno. Per questo l’informativa e l’orientamento legale sono una componente importante.

 

Quali sono le maggiori difficoltà, a livello legale, che le persone che assistiamo riscontrano?

 

La condizione giuridica delle e dei cittadini stranieri che vivono all’interno degli insediamenti informali diffusi nella provincia di Foggia, è molto differenziata e complessa, con molteplici criticità che attengono a diversi profili connessi alla condizione di fragilità sociale, situazioni di sfruttamento, assenza di adeguata informativa legale, scarsa consapevolezza della propria condizione giuridica, ostacoli nelle procedure burocratico-amministrative, prassi discrezionali e illegittime. Anche per questo, spesso, le cittadine e i cittadini stranieri presenti all’interno degli insediamenti informali rurali o urbani, non riescono a rinnovare o convertire il permesso di soggiorno o ad accedere a percorsi di regolarizzazione (anche connessi alle condizioni di salute) o a sistemi di accoglienza e protezione. Per tali ragioni possono ritrovarsi in una condizione di irregolarità amministrativa che li espone a diversi fattori di rischio, a marginalizzazione ed esclusione sociale, sfruttamenti multipli, violenza, mancanza di cure appropriate, condizioni di vulnerabilità, problematiche sanitarie connesse alla condizione di indigenza e mancata accoglienza e, spesso, anche disagio psicologico e psichico.

 

Come le vulnerabilità a livello legale fanno sì che le persone non abbiano o abbiano un ridotto accesso alla salute? 

 

Paura, non conoscenza/consapevolezza del diritto alla cura anche se in condizioni di irregolarità, condizioni di assoggettamento e ricattabilità impediscono loro di potersi recare da un medico o presso i servizi socio-sanitari. Questo, chiaramente, ha un impatto maggiore in riferimento alle donne.

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