“Il fresco profumo della libertà” che si respira su Terra Aut sbarca su Antenna Sud

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Ha raccontato la storia ed il percorso di agricoltura sociale e biologica portato avanti su due terreni confiscati alla criminalità in cui la cooperativa sociale Altereco promuove progetti di inclusione sociale e lavorativa. Ed ha spiegato la visione che accompagna il loro sogno, reso oggi più forte dal progetto “Il fresco profumo della libertà”, sostenuto da Fondazione CON IL SUD insieme alla Fondazione Peppino Vismara che prevede su “Terra Aut” la realizzazione di un orto sociale, l’allestimento di una bottega solidale e l’implementazione di una serie di attività di promozione del territorio, tra cui l’allestimento di un B&B, favorendo l’inclusione socio-lavorativa di persone in condizione di svantaggio. Vincenzo Pugliese, presidente della cooperativa Altereco, è stato ospite del programma “Linea Diretta” che va in onda su Antenna Sud che nel corso della trasmissione ha approfondito le realtà virtuose che su Cerignola operano su terreni confiscati alla mafia.

«I beni confiscati devono tornare alla comunità attraverso il lavoro, l’accoglienza, l’integrazione, la formazione, anche dei più piccoli, perché insegnando ai più piccoli il rispetto del bene pubblico sarà possibile avere degli adulti più responsabili domani» ha evidenziato Vincenzo Pugliese spiegando tutte le iniziative fin qui realizzate e quelle che riguardano il futuro, a partire dalla realizzazione dei prodotti  che nascono sui terreni “liberati” e dall’opportunità di inserimento lavorativo per persone provenienti da situazioni di disagio e fragilità diverse. “Terra Aut” è un’azienda agricola che sorge in contrada Scarafone, sui beni confiscati a Giuseppe Mastrangelo, uno dei boss più influenti della mafia organizzata cerignolana. Si tratta di 8 ettari di terreno, posti in una zona rurale che affaccia su una via Francigena del Sud. E’ qui che la cooperativa Altereco opera quotidianamente per dare risposte concrete in materia di antimafia sociale, raccontando con il suo progetto di agricoltura sociale quanto sia importante ed anche fortemente simbolico trasformare un luogo simbolo del potere mafioso in avamposto di legalità, di economica sostenibile, di lavoro regolare, di sviluppo.

Il bene “Michele Cianci”, invece, si trova in contrada San Giovanni in Zezza, vicino Cerignolasu un terreno di circa 7 ettari con retrostante casetta colonica. A gestire il terreno è l’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) denominata “Le terre di Peppino Di Vittorio” costituita dalla cooperativa sociale Altereco di Cerignola, in qualità di ente capofila, e dalla cooperativa sociale Medtraining di Foggia e dal CSV Foggia (Centro di Servizio al Volontariato). Il terreno è stato concesso gratuitamente dalla Commissione Straordinaria del Comune di Cerignola nell’ambito del progetto denominato “La strada. C’è solo la strada su cui puoi contare”, vincitore dell’avviso della Regione Puglia “Cantieri innovativi di Antimafia Sociale: educazione alla cittadinanza attiva e miglioramento del tessuto urbano”. Oltre a Vincenzo Pugliese, infatti, era collegato anche Roberto Lavanna, direttore del CSV Foggia.

Il processo avviato in questi anni coniuga agricoltura sociale ed inserimento lavorativo, favorendo una piena inclusione socio-occupazionale delle persone che vengono da situazioni di svantaggio, come persone ammesse alle misure alternative al carcere, ex-detenuti, migranti. Le produzioni di “Terra Aut” spaziano dall’uva da tavola alle olive coratine dalle quali viene prodotto l’OlioAut, per poi passare alle ciliegie e agli ortaggi da cui nascono patè di cime di rapa, zucchine grigliate sott’olio d’oliva, melanzane grigliate sott’olio d’oliva, fino alle ultime scommesse: la produzione della passata di pomodoro biologico e del succo di melagrana biologico.

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