Parte da “Terra Aut” il «no» alla mafia e la pulizia della Via Francigena tra Cerignola e Canosa di Puglia

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Un lenzuolo bianco per ribadire il no alla mafia e ricordare l’attentato del 23 maggio 1992, la strage di Capaci, nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Un lenzuolo bianco come simbolo che deve stimolare la reazione dei cittadini a ribellarsi a mafia, omertà, criminalità, dirottando il proprio senso civico verso una cultura dell’antimafia sociale, della legalità, della libertà. Lo ha ribadito anche Dora Giannatempo, della cooperativa sociale Altereco, evidenziando che «in un territorio tormentato da vicende giudiziarie legate alla politica, come ricordano lo scioglimento del Comune di Cerignola nell’ottobre del 2019 per ingerenza della criminalità organizzata nell’attività amministrativa e il recente arresto del sindaco di Foggia, Franco Landella, accusato di corruzione». Non a caso, il  punto di ritrovo della manifestazione “Uniti e Puliti per una città migliore – Puliamo la Via Francigena”, è stato proprio “Terra Aut”, in contrada Scarafone, sui beni confiscati alla mafia che la cooperativa sociale Altereco gestisce dal 2011.

E’ da questo luogo simbolo del potere mafioso oggi trasformato in avamposto di legalità, di economica sostenibile, di lavoro regolare, di sviluppo, di antimafia sociale, che ha preso il via l’iniziativa che aveva l’obiettivo di ripulire il tratto della Via Francigena che unisce Canosa di Puglia e Cerignola. Il tratto di strada, dunque, è diventato teatro di una iniziativa ecologica e culturale senza precedenti. Decine di associazioni di varia natura e cittadini delle due città si sono rimboccati le maniche per liberare dai rifiuti questa storica via che da secoli viene percorsa da pellegrini e camminatori diretti verso la Terra Santa.

La manifestazione è partita dalla neonata Associazione Via Francigena di Canosa di Puglia, guidata da Rosa Anna Asselta, e ha coinvolto anche la Pro Loco di Cerignola, guidata da Maria Vasciaveo, socio fondatore del comitato per la via Francigena “Sulla via di Traiano” che riunisce tutte le tappe della Via Francigena in provincia di Foggia. Le due città, accomunate dal magnifico Ponte sull’Ofanto, hanno offerto un esempio di civiltà, amore per il territorio, attenzione per l’ambiente, rispetto per la storia dei luoghi. La scelta di radunare i partecipanti proprio su “Terra Aut” non è stata casuale. Il bene confiscato alla criminalità organizzata è collocato proprio sulla Via Francigena. Grazie al progetto  “Il fresco profumo della libertà” sostenuto da Fondazione CON IL SUD e Fondazione Vismara sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell’immobile presente sul terreno destinato a diventare un B&B proprio per favorire l’accoglienza dei pellegrini che attraversano questa parte della Via Francigena. Nello specifico, saranno allestite  camere dotate di comfort per il riposo e servizi igienici per favorire l’accoglienza di visitatori in genere e dei pellegrini in particolare vista anche la posizione del bene collocato sulla Via Francigena, garantendo inoltre, una serie di servizi quali: servizio di bike sharing, con la possibilità di noleggiare una mountain bike, e; mezzi di conforto.

La giornata è quindi proseguita con la distribuzione ai gruppi di volontari, a ognuno dei quali è stato affidato un tratto di 500 metri di strada, di sacchi, rastrelli, ramazze e guanti per la pulizia. «Il nostro paesaggio è spesso deturpato da cumuli di immondizia sui bordi delle strade o celati tra le campagne, questa iniziativa ha proprio lo scopo di sollevare il problema e sensibilizzare tutti, cittadinanza e istituzioni, a un maggiore rispetto per l’ecologia innanzitutto, ma anche sull’importante ruolo che la Via Francigena e il turismo lento possono avere nel nostro territorio in termini anche economici» hanno detto gli organizzatori.

La mattinata è stata anche un modo per far conoscere l’inteso lavoro di agricoltura sociale che si svolge su “Terra Aut” le cui  produzioni spaziano dall’uva da tavola alle olive coratine dalle quali viene prodotto l’OlioAut, l’olio extravergine d’oliva al gusto dell’anfimafia sociale. Sui terreni vengono raccolte anche le ciliegie e gli ortaggi da cui nascono patè di cime di rapa, zucchine grigliate sott’olio d’oliva, melanzane grigliate sott’olio d’oliva. Le ultime scommesse in campo produttivo portate avanti da Altereco sono il succo di melagrana biologico certificato e la produzione delle bottiglie di passata di pomodoro biologico. Un sogno di agricoltura sociale ed inserimento lavorativo reso oggi ancora più forte grazie al progetto “Il fresco profumo della libertà”, sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD insieme alla Fondazione Peppino Vismara.

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