Da Terra Aut a Michele Cianci, la sfida di Altereco sui beni confiscati alla mafia

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Una passeggiata di gruppo per ribadire che su quel terreno la mafia ha perso, che è possibile trasformare un luogo simbolo del potere mafioso in avamposto di legalità, di economica sostenibile, di lavoro regolare, di sviluppo. Uno sviluppo che passa tra vigneti, ulivi, alberi e terra da coltivare. Perché il bene intitolato a Michele Cianci, vittima innocente di mafia, e confiscato ai Compierchio, una famiglia di spicco della criminalità cerignolana, ha iniziato a muovere i primi passi verso il suo riuso sociale. Ieri mattina la Commissione Straordinaria del Comune di Cerignola, insieme alle forze dell’ordine, ha accompagnato l’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) denominata “Le terre di Peppino Di Vittorio” costituita dalle Cooperative Sociali Altereco di Cerignola, in qualità di ente capofila, e Medtraining di Foggia e dal Centro di Servizio al Volontariato di Foggia, a prendere possesso del terreno consegnato la scorsa settimana nel corso di una cerimonia ufficiale. La passeggiata sul bene si è svolta nel rispetto delle norme anti-covid e delle restrizioni previste per le regioni inserite nella cosiddetta zona rossa. Per un evento pubblico allargato alla partecipazione della comunità, infatti, si aspetterà il periodo in cui sarà possibile farlo in sicurezza.

Da “Terra Aut” a “Michele Cianci”, dunque, prosegue senza sosta il cammino di antimafia sociale della cooperativa sociale Altereco, che anche attraverso al progetto “Il fresco profumo della libertà”, tra gli interventi selezionati nell’ambito della quarta edizione del Bando Beni Confiscati alle mafie 2019, promosso dalla Fondazione CON IL SUD insieme alla Fondazione Peppino Vismara, ha trovato nuova linfa, energie ed anche collaborazioni. Come quelle nate proprio nell’ambito dell’iniziativa “Il fresco profumo della libertà” che hanno portato a rafforzare la rete che adesso gestirà sulla scorta dell’esperienza maturata fin qui, anche il nuovo bene sottratto alla criminalità organizzata.

Si tratta di un terreno di circa 7 ha. con retrostante casetta colonica siti a Cerignola, in contrada San Giovanni in Zezza, inserito tra i beni acquisiti al patrimonio indisponibile del Comune di Cerignola provenienti da atti di confisca alla criminalità organizzata. Il terreno, dunque, è concesso gratuitamente all’ATS nell’ambito del progetto denominato “La strada. C’è solo la strada su cui puoi contare”, vincitore dell’avviso della Regione Puglia “Cantieri innovativi di Antimafia Sociale: educazione alla cittadinanza attiva e miglioramento del tessuto urbano”, al fine di consentirne la valorizzazione così come previsto dalla legge 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie. Il bene sottratto alla mafia è intitolato a Michele Cianci, vittima innocente di mafia, ucciso a Cerignola il 2 dicembre del 1991 per essersi opposto ad un tentativo di furto nel suo negozio. Il nome del giovane commerciante, che all’epoca dei fatti aveva solo 43 anni, fa parte del lungo elenco delle vittime innocente di mafia.

La scelta di intitolare il bene confiscato alla mafia a Michele Cianci nasce dalla voglia e dalla necessità di fare memoria, di tenere vivo il suo sacrificio, di far conoscere la sua storia ed il suo nome alle nuove generazioni e a tutta la comunità locale. Il progetto, partito ufficialmente con la consegna del terreno, ha l’obiettivo di promuovere attività di agricoltura sociale ed inserimento lavorativo di persone in condizioni di fragilità sociale, contenitori sociali e culturali, luoghi per la generazione di emozioni ed idee. Una sfida ambiziosa, che si pone la finalità di contribuire a realizzare prodotti etici, di qualità e “liberati” dalla mafia nel pieno rispetto della filiera agroalimentare, come quelli oggi realizzati su “Terra Aut” e sostenuti da Fondazione CON IL SUD e Fondazione Vismara, che prevede tra le altre cose la realizzazione di un orto sociale, l’allestimento di una bottega solidale e l’implementazione di una serie di attività di promozione del territorio, tra cui l’allestimento di un B&B, favorendo l’inclusione socio-lavorativa di persone in condizione di svantaggio.

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