Mamadou e la lingua della terra che non conosce confini

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Mamadou parla bene la lingua della terra. Perché è una lingua universale, che non conosce confini, barriere, pregiudizi. Mamadou l’ha perfezionata impegnandosi in questi anni al fianco della cooperativa Sociale Altereco di Cerignola, che dal 2011 gestisce in Contrada Scarafone “Terra Aut”, un terreno di 8 ettari confiscato alla mafia in cui sta dimostrando che è possibile trasformare un luogo simbolo del potere criminale in avamposto di legalità, di economica sostenibile, di lavoro regolare, di sviluppo, di antimafia sociale e di integrazione. Mamadou viene dal Senegal. Ha quasi 50 anni ed ha lasciato il suo Paese per provare a costruire un futuro migliore per se stesso e, soprattutto, per la sua famiglia che lo aspetta e con cui si sente ogni giorno. Una distanza fisica attenuata dalla moderna tecnologia, che gli permette così di “vedere” ed ascoltare la moglie ed i suoi tre figli ed essere aggiornato su tutto quello che succede, sugli impegni scolastici, sui percorsi di studi universitari. Dopo aver girato per alcune città italiane, Mamadou si è fermato in Puglia, in Capitanata, dove non immaginava che sarebbe stato assunto come bracciante agricolo e che avrebbe seguito tutte le attività produttive di “Terra Aut”.

«Ho imparato molto in questi anni, tutte le tecniche per lavorare la terra – racconta – . Mi piace questo lavoro, mi piace quello che faccio e quando ritornerò nel mio Paese voglio prendermi cura della campagna che aveva mio nonno per vivere di agricoltura». Intanto, pianta i pomodori biologici, raccoglie l’uva, cura gli ortaggi, segue ogni passaggio legato alle diverse produzioni di “Terra Aut”. Ed almeno una volta l’anno raggiunge in Senegal i suoi familiari per restare un po’ di tempo con loro, prima di tornare a Cerignola per riprendere la sua occupazione. «Quello che porta avanti la cooperativa Altereco è un progetto di legalità importante e sono felice di poterne fare parte con il mio lavoro».

In questo lungo percorso di legalità e di economia alternativa si inserisce quindi il progetto “Il fresco profumo della libertà”, tra gli interventi selezionati nell’ambito della quarta edizione del Bando Beni Confiscati alle mafie 2019, promosso dalla Fondazione CON IL SUD insieme alla Fondazione Peppino Vismara. Il progetto promosso dalla Cooperativa Sociale Altereco – con un nutrito partenariato di enti pubblici e privati – prevede nello specifico la ristrutturazione di due immobili esistenti all’interno degli 8 ettari di terreno. Nel primo sarà realizzato l’Orto Sociale, la cui finalità sarà quella di affiancare alle normali prestazioni per la conduzione di un orto (cura delle piante, degli alberi, pratiche quotidiane per la coltivazione delle orticole stagionali) l’apertura dello stesso alla collettività per favorire l’inserimento e/o il reinserimento sociale e lavorativo di particolari categorie svantaggiate, mediante la realizzazione delle seguenti attività: percorsi di ortoterapia con persone disabilità, minori stranieri non accompagnati, minori provenienti dall’area penale; giardino delle piante aromatiche e percorso di barefooting (percorso sensoriale a contatto con la natura da realizzare a piedi nudi); formazione/accompagnamento ed inserimento lavorativo di immigrati; Bottega solidale per la produzione e la vendita di prodotti a km0; progettazione di una etichetta partecipata per favorire vendita e commercializzazione dei prodotti.

Il secondo immobile, invece, è destinato a diventare un B&B. Saranno allestite 2 camere dotate di comfort per il riposo ed di servizi igienici per favorire in primis l’accoglienza di visitatori in genere e dei pellegrini in particolare vista anche la posizione del bene collocato sulla Via Francigena, garantendo inoltre, una serie di servizi quali: servizio di bike sharing, con la possibilità di noleggiare una mountain bike; mezzi di conforto (degustazione prodotti, acqua, ecc..).
Mamadou è parte integrante di questo progetto che coniuga innovazione, sostenibilità, antimafia sociale ed integrazione. E lo racconta anche alla sua famiglia, che segue con ammirazione dal Senegal quello che sta facendo, il suo impegno, ed insieme aspettano il momento migliore per prendersi cura della campagna del nonno. Perché la lingua della terra non conosce confini e se la parli bene puoi applicarla ovunque ti trovi.
e.m.

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