Piantare un albero. Il nostro regalo per la festa degli innamorati.

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Non c’è atto d’amore più grande che piantare un albero nel giorno di San Valentino. Noi di Luna Laboratorio rurale la pensiamo così. E così abbiamo fatto. Sporcandoci le mani nella terra, attrezzati con zappe, picconi e rastrelli, ma soprattutto affiancati dalla compagnia e dall’entusiasmo di tanti amici che hanno condiviso con noi un bellissimo giorno di festa.

Abbiamo organizzato un’iniziativa che non a caso ha preso il nome “A San Valentino…pianta un albero!”, e anche se la pioggia ci ha costretti a rimandare il nostro “giorno speciale” di una settimana rispetto alla festa degli innamorati, abbiamo mantenuto intatto il nostro spirito di passione. La stessa che giorno dopo giorno ci alimenta quando ci prendiamo cura del nostro terreno in contrada Masseria Pirelli a Galatone.

Proprio quel campo, che abbiamo cominciato a condurre grazie al progetto Terre Colte con il sostegno di Fondazione con il Sud, condensa lo spirito più profondo del nostro impegno: la dimensione produttiva della piantumazione di varietà locali di fichi e albicocchi, si è legata alla bonifica di un’area che per troppi anni è stata usata come discarica di inerti. È un progetto lungo, che è partito nella primavera del 2019 e che nel suo procedere lento ha conosciuto non pochi ostacoli. Come l’incendio disastroso, che si è propagato proprio lì, dove gli scarti edili ci impedivano di controllare le infestanti ormai secche nel pieno dell’estate.

Quella striscia di terra, ormai ripulita dai rifiuti, è rinata domenica 21 febbraio con “A San Valentino…pianta un albero!”. Eravamo oltre trenta ragazzi e ragazze, famiglie con bambini, amici e appassionati. In uno sforzo collettivo abbiamo messo a dimora 198 piante tra bagolaro, carrubo, cipresso, corbezzolo, erica, ginepro coccolone e fenicio, lentisco. E poi pino d’Aleppo e domestico, pioppo, pittosporo, timo, tamerice, thuya e giunco. È stato un lavoro di squadra. Tra gli “addetti” a svasare le piantine e i più “forzuti” a zappettare, abbiamo alternato le varietà dal fusto più alto agli arbusti più bassi, così da coprire il terreno con uniformità.

E così, dalle ceneri di quel fuoco distruttivo, abbiamo voluto seminare un nuovo manifesto di biodiversità. Per noi è particolarmente importante: nella nostra visione agroecologica, consociare quelle essenze mediterranee ai filari del frutteto rappresenta un modello alternativo all’idea di monocoltura a cui ci si è purtroppo abituati negli ultimi decenni. Che ci porterà nel tempo a poter praticare un’agricoltura il meno impattante possibile. Perché il suolo sarà più ricco e il sistema più resiliente, basato sulla convivenza tra specie diverse e capace di includere anche potenziali patogeni.

E poi, c’è quel senso di benessere che trasmette la campagna rinverdita. Ne abbiamo goduto in questi giorni, nei tiepidi anticipi di primavera e nei suoi accenni di calda ripartenza. Con le nostre piantine messe in fila e le nuove foglioline che spuntano lentamente per regalare a tutti gli uomini un messaggio d’amore e di speranza.

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