Progetto Lav(or)ando, la lavanderia della Casa Circondariale di Uta

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Restituire splendore a capi d’abbigliamento per ricostruire il proprio futuro, attraverso una nuova occasione professionale. E’ l’obiettivo del progetto Lav(or)ando, realizzato dalla Cooperativa Sociale ELAN, sostenuto dalla Fondazione con il sud e pronto a partire all’interno della Casa Circondariale di Uta, nelle campagne del Cagliaritano.

Il progetto, di durata quadriennale, nasce per favorire il recupero sociale e il reinserimento professionale di ventiquattro soggetti sottoposti a provvedimento penale, attraverso il potenziamento di una lavanderia già presente nella struttura e attualmente gestita da due detenuti in part time.

Ai macchinari già operativi, se ne uniranno presto altri nuovi. E i protagonisti del progetto potranno mettersi in gioco e acquisire nuove competenze lavorative. Un’eredità che si farà ancora più preziosa, una volta che -esaurita la pena – faranno rientro a casa.

L’iniziativa ha un precedente di successo. Sempre la Cooperativa Sociale ELAN ha avviato e gestisce una lavanderia industriale nell’istituto penale per minorenni di Quartucciu, a pochi chilometri dalla Casa Circondariale di Uta.

Sulla scia del primo, fruttuoso esperimento, Lav(or)ando si presenta quindi anche come occasione per trasferire e rafforzare in un contesto detentivo adulto la buona prassi inaugurata con interlocutori più giovani e per conferire alla proposta progettuale il ruolo di infrastruttura economico educativa permanente.

La valenza sociale del progetto – che vede come partner l’Associazione di promozione sociale Link Legami di fraternità, SOCIALE 2000 Cooperativa Sociale Onlus, Scuola di Economia civile impresa sociale srl, Smartlab srl, Solidarietà consorzio di cooperative sociali, l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna della Sardegna di Cagliari e la Casa Circondariale Ettore Scalas di Uta – rafforza l’idea imprenditoriale iniziale (incrementare la capacità produttiva della struttura con nuove commesse) e si sposa con la volontà di individuare altre imprese operanti nello stesso settore. Un passaggio che, da un lato, punta a garantire continuità lavorativa ai beneficiari del progetto. Dall’altro, ha l’obiettivo più a lungo termine di innescare un circuito virtuoso, creando una rete di imprese ‘accoglienti’, fondata sui princìpi dell’economia civile e della responsabilità sociale.

A queste ultime, alle istituzioni locali e associazioni, sarà rivolta una serie di seminari, workshop, incontri, finalizzati a diffondere e condividere i princìpi di inclusione sociale alla base del progetto Lav(or)ando.

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