Icaro spicca il volo con SmartMe

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Parlare di innovazione digitale a Messina significa puntare l’attenzione su una delle aziende più competitive, giovani e dinamiche del territorio. Ci riferiamo a SmartMe, una società specializzata nella progettazione e implementazione di sistemi hardware e software basati su tecnologie IOT Open Source per la gestione e la cura di ambienti complessi nell’ambito dell’industria, dell’agricoltura 4.0 e delle smart city. Nata come spin-off del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Messina oggi SmartMe collabora con aziende, amministrazioni, università e centri di ricerca in tutto il mondo. Abbiamo intervistato l’ing. Angelo Zaia, CEO di SmartMe, per farci raccontare cosa li ha spinti a dar vita alla loro società puntando sul Sud e come è nata la collaborazione con il Centro di Solidarietà di Milazzo nell’ambito del progetto Il Volo di Icaro – Toccar le stelle per una volta.

Buongiorno ing. Zaia, ci racconti di SmartMe. Nasce come spin-off dell’Università di Messina e oggi è una digital innovation company formata da circa 30 persone, una azienda innovativa e per certi aspetti controcorrente: qual è stata la scintilla che ha vi ha spinti a creare SmartMe?

Tutto è accaduto nel momento in cui l’azienda per la quale lavoravo è stata messa in vendita. Assieme ad altri colleghi, coi quali abbiamo fondato SmartMe, ci siamo ritrovati alla fine di un percorso professionale che non volevamo e potevamo disperdere. In quel periodo siamo entrati in contatto con professori dell’Università di Messina. Assieme a loro ci siamo ritrovati a sviluppare un progetto, finanziato in crowdfunding, molto interessante per le prospettive di crescita che portava in sé. Grazie a questa collaborazione il rapporto coi professori si è intensificato sino a giungere alla decisione di dar vita ad un’impresa al Sud e a Messina in particolare. L’impresa che avevamo in mente e a cui abbiamo dato vita, volevamo avviarla senza l’aiuto di finanziatori o altri soggetti esterni. Semplicemente volevamo dare vita a un’impresa a partire dalle nostre forze. Sì, credo sia questa la sfida che ha fatto nascere SmartMe ed è una sfida alla quale cerchiamo di rispondere giorno per giorno.

È davvero un aspetto interessante questo di SmartMe che nasce e opera a Messina: come mai pur avendo tutte le carte in regola avete deciso di rimanere al Sud e non puntare su altre città, diciamo così, più competitive e adeguate rispetto alla innovazione digitale?

Non è facile dare una risposta lineare alla domanda. Rimanere al Sud è stata una sfida nata dall’esperienza, in università e anche come imprenditori contavamo, tutti noi che abbiamo dato vita a SmartMe, su importanti esperienze professionali che ci hanno portati a confrontarci con molte realtà internazionali sicuramente più vivaci, dal punto di vista economico, di Messina. Ci siamo resi conto che tutto sommato gli spostamenti erano sostenibili per cui siamo giunti alla conclusione che SmartMe poteva tranquillamente essere un’azienda innovativa con la testa a Messina e i piedi in giro per il mondo. Da imprenditori tuttavia viviamo una doppia consapevolezza, da un lato abbiamo chiaro che a Messina ci sono professionisti validi, ma la città con il suo tessuto economico non riesce a sostenere una realtà come la nostra, motivo per cui il 97% dei nostri clienti sono oltre i confini provinciali. Però riteniamo interessante il tentativo di avere la possibilità di lavorare a Messina con varie commesse da sviluppare in giro per l’Italia e per l’Europa. In ogni caso vogliamo incidere sul tessuto cittadino e la collaborazione con l’Università di Messina ci permette di conoscere, incontrare e selezionare giovani che si laureano nel nostro ateneo e da noi possono trovare un’opportunità professionale. Ultimamente abbiamo collaboratori che arrivano anche dalla Calabria. La nostra speranza è che tale dinamica possa diventare sempre più una modalità virtuosa di crescita e sviluppo del territorio.

Veniamo a Il Volo di Icaro, un progetto ambizioso sviluppato e promosso dal Centro di Solidarietà di Milazzo, un ente di Terzo Settore, e finanziato da Fondazione CON IL SUD. Il progetto prevede la creazione di un’app, prima però di addentrarci nei dettagli, due battute veloci su: come è nata la collaborazione tra SmartMe e Il Volo di Icaro? e se sia o meno la prima volta che SmartMe si ritrova a interagire con il Terzo settore?

Il rapporto è nato un po’ per caso, se di caso vogliamo parlare pensando che tutto è scaturito da opportunità che si sono concretizzate a prescindere da una pianificazione fatta a priori. Noi lavoriamo già in ambiti che interessano la logistica, ambiti che prevedono il prelievo e la distribuzione di prodotti e materiali vari. Abbiamo diversi clienti in questo settore, così come nel delivery che si è molto sviluppato negli ultimi tempi. Quando siamo venuti a sapere dell’opportunità rappresentata da Il Volo di Icaro siamo stati mossi dall’idea di attivare una partnership che traslasse sul Terzo settore quel che noi realizziamo nella logistica sul fronte profit. Questo dal punto di vista tecnico, ma c’è un altro aspetto che si ricollega a quanto detto prima: col nostro lavoro e la nostra esperienza per noi dare un ritorno sul territorio dove operiamo è importante e fondamentale, per questo ci è sembrata naturale una collaborazione con il Centro di Solidarietà di Milazzo.

Il Volo di Icaro si pone l’obiettivo principale di innescare pratiche di economia circolare nell’ambito del recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari da destinare a chi ne ha bisogno. Il progetto muove da una riflessione fatta da Papa Francesco: “Raccogliere per distribuire, non produrre per disperdere”, nel tentativo di ottimizzare tale processo SmartMe sta sviluppando un’applicazione: come è strutturata l’app? Quando è previsto il rilascio? Quale sarà il nome?

L’app è strutturata per consentire in maniera semplice la gestione di tre soggetti ognuno con la propria specificità. Il soggetto che dona le derrate alimentari che comunica, in tempo reale, le disponibilità dei prodotti al soggetto incaricato di recuperarle e distribuirle agli utenti beneficiari dei prodotti alimentari. L’app che abbiamo pensato per Il Volo di Icaro non è uno strumento complesso di gestione logistica, ma è un oggetto semplice in grado di accorciare la distanza tra chi dona il cibo e il beneficiario finale. La previsione di rilascio dell’app, che funzionerà sia su Android che su Apple, è per fine novembre e i primi di dicembre. Il nome sarà CaritAttivaMente.

Stiamo vivendo una fase storica nella quale forte è l’impulso alla digitalizzazione, anche il Terzo settore è fortemente interessato da tale dinamica e il progetto Il Volo di Icaro ne è una dimostrazione: qual è il contributo che SmartMe può dare agli ETS che operano al Sud in un territorio che sconta un po’ di arretratezza rispetto ad altre parti d’Italia?

A parte la possibilità di fare innovazione su un progetto come Il Volo di Icaro, abbiamo nei nostri programmi la creazione, magari coinvolgendo anche altre realtà economiche, di una Fondazione che spinga gli imprenditori presenti sul territorio ad avere una lungimiranza e una visione più ampia del proprio fare in termini di innovazione, conoscenze e capacity building. Siamo anche molto sensibili verso i giovani e il loro futuro poiché vediamo in Sicilia e un po’ in tutto il Sud molta confusione e mancanza di fiducia, per questo vogliamo intervenire anche dal punto di vista culturale per raccontare la nostra esperienza, ovvero che si può lavorare anche a Messina soprattutto oggi che la digitalizzazione è centrale rispetto a quasi tutti i processi produttivi e questo permette di creare il proprio lavoro ovunque.

Come giudica la collaborazione tra SmartMe, azienda profit, e il Centro di Solidarietà di Milazzo, ente non profit? E’ un’esperienza da replicare?

E’ sicuramente un’esperienza positiva da replicare. Dal punto di vista di SmartMe possiamo dire che si lavora nella stessa direzione rispetto al Terzo settore. Quello che è il modello che cerchiamo di applicare al nostro interno, nella collaborazione tra Università e impresa, lo affrontiamo cercando di lavorare tutti nella stessa direzione e quindi di avere degli obiettivi comuni. Per me quello del terzo settore è uno degli obiettivi comuni assieme a quello dell’impresa e del mondo della formazione. Ritengo che tutti siamo spinti a migliorare il tessuto economico, imprenditoriale, sociale e culturale del nostro territorio: su questo livello sono ben contento di lavorare anche con il terzo settore.

Bene adesso rimaniamo in attesa di poter utilizzare l’app!

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