Hope-ificio, un gioco di parole che accende la speranza di chi vive in condizione di svantaggio

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Hanno concluso la spollonatura e adesso si preparano ad una buona raccolta delle olive che comincerà tra poco più di un mese. Dal loro lavoro e dal loro impegno, a breve, sarà prodotto “Volío”, l’olio extravergine d’oliva dal gusto dell’inclusione sociale e lavorativa, che ha l’obiettivo di rafforzare l’offerta di servizi rivolti a persone con disabilità psichica e contrastare lo stigma nei confronti di quanti affetti da questa forma di disagio. Merito, dunque, del progetto “Hopeificio” in cui sono coinvolti i ragazzi con disabilità psichica attraverso la cooperativa sociale Ortovolante sui terreni dell’ASP “Castriota e Corroppoli” di Chieuti. L’iniziativa promossa dalla cooperativa sociale Medtraining di Foggia, in collaborazione con i Comuni di Chieuti e Serracapriola, è sostenuta dalla Fondazione CON IL SUD nell’ambito della terza edizione del “Bando Socio Sanitario”.

Per Francesco De Pasquale, operatore di Ortovolante che segue da vicino il lavoro dei ragazzi, non ci sono dubbi: «Il progetto “Hopeificio” è il risultato di un eccellente lavoro della cooperativa Ortovolante. Una cooperativa che ha come scopo quello dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, persone che hanno un passato difficile ed a volte anche il presente non è dei più rosei. Eppure, tramite il lavoro, questi ragazzi riescono ad evadere dalla loro situazione e, passo dopo passo, conquistano un reinserimento nella società che molte volte non è così attenta come dovrebbe».

Insieme all’agronomo Francesco Di Lucia e agli altri operatori, Francesco De Pasquale sta accompagnando i ragazzi con disabilità psichica coinvolti nel progetto di inclusione sociale all’acquisizione di competenze professionali spendibili anche nel mercato del lavoro. La sua è una posizione privilegiata per conoscere e riflettere meglio sull’evolversi dell’attività che passo dopo passo sta contribuendo a perfezionare il loro percorso di formazione teorica e pratica connesso al ciclo produttivo dell’olio extravergine che prevede: potatura, raccolta delle olive, molitura ed imbottigliamento dell’olio. «Il gioco di parole Hope-ificio fa appunto accendere la speranza in questi ragazzi che giorno dopo giorno “imparano un mestiere”, quello dell’olivicoltore. Seguono le varie fasi e le cure colturali necessarie all’ottenimento di un olio extra vergine che non ha nulla da invidiare ai migliori olii presenti sul mercato – spiega – . Imparano l’importanza della potatura, della cura contro i naturali parassiti della pianta e quando a novembre le olive vanno sotto la macina e nel frantoio sprigionano tutto il loro potenziale, si rendono conto che questo lavoro è la via giusta per il riscatto».

Agricoltura biologica, innovazione ed inserimento socio-lavorativo, sono le parole d’ordine dell’iniziativa che adesso si preparare ad affrontare la nuova sfida: la realizzazione su terreni di proprietà del Comune di Chieuti di un frantoio che ha l’obiettivo di chiudere la filiera corta di produzione ed effettuare, oltre alla raccolta delle olive, anche la molitura e l’imbottigliamento che quest’anno sono state svolte presso un frantoio esterno.

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