G20 climatico di Napoli: tra accordi e dibattiti

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Si è svolto a luglio l’incontro del G20 climatico di Napoli per stipulare un accordo sull’ambiente della zona riguardante il clima e l’energia. 

L’incontro ha avuto come protagonisti i ministri dell’ambiente e dell’energia dei paesi più grandi del mondo, i quali si sono riuniti con lo scopo di rilanciare e rafforzare gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi del 2015, soprattutto in vista del vertice delle Nazioni unite sul clima Cop26, che si terrà tra tre mesi. Se nella prima giornata era stata trovato un accordo, per nulla scontato, sull’ambiente, la seconda giornata, come previsto, è stata la più difficile: infatti, molte testimonianze hanno rivelato che l’accordo non è andato a buon fine. Nonostante ciò, la conferenza è riuscita a stipulare 58 punti all’ordine del giorno su 60. E questo è un successo per l’Italia, come ha detto in un’intervista il Ministro Cingolani: “Aver convinto i Grandi ad affrontare insieme questi temi è stata una novità assoluta. Lo considero un successo della presidenza italiana, come d’altra parte ci è stato riconosciuto da tutte le delegazioni”. Nel documento di Napoli si confermano tutti gli obiettivi già sottoscritti nell’accordo di Parigi, e quindi l’impegno a mantenere l’innalzamento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 gradi rispetto al periodo preindustriale ma su due temi: puntare al grado e mezzo e la decarbonizzazione entro la decade, si registra la contrarietà di India e Cina e quindi la discussione è rimandata a ottobre quando a Roma si terrà il G20 dei capi di stato e di governo. Inoltre, è stato ribadito ciò che era stato già sottolineato mesi prima, ovvero che tutti i Paesi convergono che, soprattutto dopo la fase pandemica, la transizione energetica verso le energie rinnovabili è uno strumento per la crescita socio-economica inclusiva e veloce, la creazione di posti di lavoro, una transizione giusta che non lascia nessuno indietro.
La comunità internazionale del G20, infatti, riconosce nella scienza un ruolo fondamentale, su cui la politica dovrà basarsi. E, soprattutto, viene riconosciuto uno stretto nesso tra clima ed energia e la necessità di ridurre le emissioni globali e migliorare l’adattamento al cambiamento climatico. Rimane anche centrale il ruolo dell’impegno finanziario da 100 miliardi, così come previsto dall’Accordo di Parigi, con l’impegno ad aumentare i contributi ogni anno fino al 2025: la transizione è necessaria e indispensabile, però deve essere giusta, e assicurare sostegno e solidarietà alle categorie e ai paesi più fragili. Ed è quello che si propone di fare anche CometaPark, sulla scia del G20 climatico di Napoli, il progetto promosso da Esperienze con il sud e Enel con il cuore, nel quale ogni giorno si induce la comunità ad adottare stili di vita più salutari nei confronti della natura ed è vicino alle lotte contro l’inquinamento e tutto ciò che arreca danno all’ambiente. Dunque, non ci resta che aspettare il prossimo ottobre per sapere ulteriori novità e scoprire quali saranno le sorti del nostro Paese e in particolare del nostro amato Sud. 

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