TRA GRANDI SOGNI E GIORNATE TIPO

di

Quei ragazzi del VL8 (VolontariaMENTE Luiss VIII edizione).

IL RISVEGLIO

“Non si fa il proprio dovere perchè qualcuno ci dica grazie. Lo si fa per principio; lo si fa per se stessi e per la propria dignità”

H 7:30

Si sa che a chi piace lavorare non lavora neanche un giorno; chi ha pronunciato queste parole non ha mai conosciuto Luciana Delle Donne.

La sveglia suona alle 7:30 ma l’odore di zenzero ti sveglia molto prima.

La colazione è ben definita: cornetti, brioche e soprattutto pasticciotti, sempre del giorno prima (salutiamo la Sig.ra Lina della pasticceria Natale) son riscaldati, serviti e subito divorati. Tra noi è tutto un equilibrio (e si, quasi sopra la follia): c’è chi mangia poco e c’è chi mangia al posto suo. La casa che ci ha ospitato è un sogno, Lorenzo però è convinto che non è mai troppo tardi per “aggiustare le maniglie” (caro lettore, mi piacerebbe anticipare un fatto: ciò che dice Lorenzo non vale). Lorenzo è l’unico uomo nella nostra grande squadra ed è inutile dire che è in minoranza. Come direbbe Francesca è un “nonnulla” ma in realtà tutte sappiamo quanto il giorno sarebbe vuoto senza il sorriso e la bontà di Lorenzo. La casa è un sogno e i tavoli non sono mai abbastanza grandi per contenere allo stesso momento frutta, dolci computer e quaderni perché il lavoro a casa di Luciana, si respira.

Tutto è scandito da regole: “noi siamo quello che mangiamo” (per riprendere l’idea alla base del progetto per l’educazione alimentare nelle carceri) e questo è un mantra. A proposito di mantra, oltre che alla golosa acqua, limone e zenzero o bicarbonato proposta da Luciana a colazione (che tutti abbiamo avuto il piacere di provare ma s’intende, è stata in fretta sostituita dalla Nutella di gran lunga piu piacevole da gustare) il risveglio e, non solo, era accompagnato da una non-proprio-lieve melodia per la meditazione, che nessuno pratica.

In poco tempo, corretti insegnamenti diventano abitudini se ripetuti ogni giorno ma questo non è sufficiente per consumare acqua e bicarbonato alla mattina una volta tornati nelle nostre case.

IL GIORNO

La giornata è iniziata

“Non chi comincia, ma quel che persevera”

H 9:00

Ci si veste di fretta e ci si dirige verso il carcere di Borgo San Nicola (LE). Superati i controlli di routine si va alla volta della Maison di Made in Carcere, un’oasi felice all’ interno dell’istituto penitenziario, arredata con mobili e tappeti antichi, in modo tale da educare, oltre che al lavoro, anche alla bellezza. È il luogo dove le donne in stato di detenzione lavorano e producono per la cooperativa “Officina creativa” e noi le affianchiamo.

Abbiamo visto, ogni giorno, il dolore che si trasmutava in speranza e per questo non saremo mai abbastanza grati a quest’esperienza.

IL POMERIGGIO

“Chi lavora e chi fa, sbaglia” come ben dice la mamma di Luciana.

H 13:30

Il momento migliore della giornata è la pausa pranzo in cui ci ritroviamo alla stessa ora alla sede di “Officina Creativa” in piazza Europa, a Lequile sotto una grande quercia.

Attorno ai tavoli da picnic, siamo sempre tanti: ci raggiungono, infatti, tutti gli altri dipendenti della cooperativa. Della cucina ci occupiamo a turno ma, vige l’obbligo di cucinare legumi e verdure biologiche di Piccapane (anche qui, sono costretta al rimando all’articolo Orto in-festato).

Dopo questa anche fin troppo breve pausa si torna al lavoro: c’è chi si occupa della narrazione, chi cura la rete di contatti con privati e aziende, chi invece si dedica al marketing chi alla modellistica e chi ai progetti speciali. Ognuno di noi è infatti responsabile del suo dipartimento e contemporaneamente vice-capo di un altro.

Le cose da fare sono sempre mille e la giornata vola; ci dedichiamo ai nostri compiti fino alle 19, ora in cui si torna a casa (o almeno si spera) o al mare a sbirciare il tramonto.

LA SERA

“Dare e darsi è la nuova frontiera della ricchezza”

H 21:00

In realtà la nostra cena non inizia mai alle 21: qualcuno è sempre in ritardo e perciò ci sediamo a tavola un po’ piu tardi. È il momento di condividere e raccontare la nostra giornate ma soprattutto le nostre idee (anche qui, raggiungiamo il perfetto equilibrio: si mescolano menti creative a menti tecniche e per questo a tutte le utopie viene affiancato un piano per la loro realizzazione). Le serate e le risate sono costantemente documentate da Luciana che colleziona nel suo telefono ricordi e momenti speciali.

In poco tempo abbiamo creato riti e tradizioni; insomma, siamo diventati una famiglia. Non ci legano anni di amicizia ma la confidenza raggiunta è tale da farlo quasi credere.

LA NOTTE

“Cio’ che vediamo la notte, è lo sfortunato residuo di quanto abbiamo negletto durante la veglia”

ORA INCERTA

Ci sono giorni che non finiscono mai.

La notte per noi è troppo lunga per dormire soltanto: sono troppe le chiacchere.

Ma quando siamo nella stanza, i nostri pensieri si sincronizzano: è proprio vero che abbiamo capito che non avevamo capito nulla.

 

Articolo a cura di Federica Romano e Lorenzo Peraino.

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