Tra tradizione e innovazione nella pittura del carretto siciliano: dentro la bottega di Michele Ducato

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A febbraio 2021 abbiamo dato il via alle attività di ricerca-azione sulla tradizione del carretto siciliano all’interno del progetto Trinacria Bike Wagon. La nostra ricerca ha lo scopo di capire qual è lo stato di salute di questa tradizione, chi sono gli artigiani oggi attivi in quest’ambito, quali sono gli ostacoli e vincoli che affrontano nel loro lavoro quotidiano. Sappiamo infatti che in molte delle famiglie che storicamente di occupavano di pittura, costruzione o intaglio del carretto e che diedero vita a delle vere e proprio “scuole” la catena di trasmissione della tradizione da padre in figlio/a si è interrotta, con il conseguente pericolo di estinzione di questo grande patrimonio culturale. Cosa è successo? Come è possibile evitare questo rischio? Quali sono i valori che il carretto trasmette ancora oggi e gli permettono di essere un oggetto richiesto e attuale?

ph. Antonio Calabrese

La nostra ricerca comincia da Bagheria, dalla bottega del pittore Michele Ducato, la cui famiglia (in particolare il nonno e a seguire il padre coi fratelli) ha segnato la storia della pittura del carretto siciliano. Michele ci racconta le fasi alterne di diffusione e obsolescenza che il carretto siciliano ha vissuto e come queste si siano intrecciate con la storia della sua famiglia. Negli anni ’50 il carretto cade in disuso a seguito del miglioramento del sistema viario dell’isola e dell’arrivo delle auto, suo padre e i fratelli sono quindi costretti a cercare un’altra occupazione. Si spostano nel campo della pittura edile, continuando a coltivare la pittura su carretto per passione. Sul finire degli anni ’70 grazie all’incontro dei Ducato col pittore Renato Guttuso e l’antropologo Antonino Buttitta nasce la mostra “Forma e colore del carretto siciliano” realizzata a Palermo a Palazzo Fatta che segna un momento di svolta rilanciando la tradizione e riportando sotto i riflettori l’arte del carretto. È in questi anni che Michele ancora bambino comincia ad avvicinarsi al mestiere di pittore, incoraggiato dal padre ma anche dalle personalità che frequentavano la bottega. La maestria nei decori coltivata nel tempo lo porta fino ai nostri giorni: la bottega Ducato è in piena attività e riceve commissioni da tutte le parti dell’isola, rimanendo un punto di riferimento sia per gli estimatori della tradizione che per gli artigiani stessi.

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