“Facciamo innamorare i giovani della libertà”, il motto dell’associazione Gianfrancesco Serio

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Nell’area di progetto dell’Alto Tirreno cosentino, l’associazione Gianfrancesco Serio «è nata nel 2006 per coltivare la memoria e continuare le azioni di Gianfrancesco insieme alla fondazione a lui dedicata, ma soprattutto il suo impegno nel campo dell’istruzione, del volontariato e del sociale», racconta Filomena Serio. Lui, già definito “Maestro di vita innamorato della pedagogia, della pace, della libertà” dall’Aspei, l’Associazione pedagogica italiana, fu ucciso il 24 maggio 1979 da tre motociclette. 

Se alla Fondazione viene riconosciuto il merito di aver promosso la costituzione della Comunità scientifica di Praia a Mare in cui si confrontano, soprattutto, le grandi culture italiane (cattolica, laica, marxista) in prospettiva europea, l’associazione «si propone – spiega Serio – di promuovere la cultura di pace organizzando e incoraggiando le persone ad agire con le opere e l’esempio per il recupero di coloro che si servono dei beni dell’uomo per scopi contrastanti con la dignità della persona umana. In particolare, promuove lo sviluppo della cultura morale, della cultura della legalità, dell’educazione alla cittadinanza attiva e il protagonismo giovanile e le iniziative idonee alla diffusione della cultura di pace fra gli uomini».

Oggi l’associazione calabrese è partner dell’ong Save the Children nel progetto Illuminiamo il Futuro, parte della rete Crescere al Sud, di Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie: «Insieme a questi enti gestiamo un centro educativo che accoglie quotidianamente tra i 40 ed i 60 di bambini e ragazzi (su circa 200 iscritti e frequentanti) dai 6 ai 16 anni (e ne aiuta con doti educative individuali 124 a concretizzare un sogno o coltivare un talento), il Punto Luce, in una struttura, l’Ecomuseo di Scalea, bene pubblico mai utilizzato e degradato, restituito alla comunità dopo un campo di volontariato nel 2012», illustra Filomena Serio.

La situazione contingente degli ultimi anni ha prodotto trasformazioni nel contesto sociale, così come del modus operandi associativo, allargando il raggio d’azione e potenziandolo in alcuni ambiti che prima erano importanti, ma che sono diventati prioritari ed emergenziali con l’avvento della pandemia: «Se prima il nostro focus era sulla educazione alla legalità, sulle attività di formazione per la cittadinanza attiva, sul protagonismo giovanile e sulla partecipazione, dal 9 marzo 2020 tutto questo è proseguito, ma sono diventate molto più impegnative azioni che prima erano collaterali e più marginali: il supporto materiale ai nuclei familiari fragili, dalla spesa alimentare ai beni primari, dalle raccolte fondi per bollette, o legna per la stufa, alle sim prepagate, ai router, ai tablet, ai pc, al sostegno psico-emotivo a genitori e figli, alla più stretta collaborazione con parrocchie, banco alimentare, donatori privati, per riuscire, come siamo riusciti già da metà marzo 2020, a mettere in piedi una rete solidale fatta di raccolta e consegne (anche in pieno lockdown), fatta di riconoscimento immediato dei bisogni (grazie alla conoscenza consolidata delle situazioni familiari e ad una rete di volontari e genitori che si è attivata in maniera incredibile) e di attivazione territoriale congiunta. 

Siamo, quasi, diventati una sorta di “Hub”, un punto di riferimento per istituzioni (servizi sociali, consultorio, piano di zona, scuole, neuropsichiatria infantile) e per associazioni, comitati spontanei, parrocchie, semplici cittadini; tutta una rete che abbiamo da subito coinvolto e che per questo ha continuato nei mesi a vederci come soggetto di coordinamento e coinvolgimento».

Dal 2017 i volontari sia dell’associazione che di altri enti o semplici cittadini sono coinvolti nelle attività dei progetti S.C.AT.T.I. (Scuola Comunità Attivazione Territori) e Crescere in Calabria. Tra le tante azioni dei suddetti progetti, in particolare «da essi sono nate reti di comunità e volontariato da noi facilitate. Come ad esempio il Comitato Genitori e il Patto educativo territoriale. L’obiettivo è creare una comunità educante di territorio. Periodicamente, in sinergia con il CSV provinciale, facciamo azioni di promozione del volontariato. Infine ed in estrema sintesi, l’associazione supporta le scuole dalla primaria alle superiori di molti comuni del comprensorio», conclude Filomena Serio.

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