L’UOMO E IL FUOCO

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Allo scopo di esaminare il Rischio di Incendio del Parco, i nostri tecnici hanno preso in considerazione uno dei fattori fondamentali del fenomeno: il fattore umano. Considerando che oltre il 90% degli incendi boschivi sono da ricondursi a cause dolose o colpose dovute alla “mano” dell’uomo, sono state analizzate le dinamiche della popolazione e delle attività agricole connesse nei comuni che rientrano, anche parzialmente, all’interno dei confini del Parco.

Fig. 1 – Popolazione residente nei comuni del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese

 

Elaborando i dati ISTAT (fig. 1), si denota come il numero dei residenti è decisamente contenuto, la maggior parte dei comuni non ha più di 5.000 abitanti, solo un comune, Lauria, supera i 10.000 abitanti. I comuni maggiormente popolati sono quelli che gravitano intorno al capoluogo di Regione, Pignola e Tito in particolare, e quelli a Sud dell’area di interesse (Lauria e Lagonegro). Gli altri comuni maggiormente abitati sono quelli dell’alta val d’Agri: Brienza, Marsico Nuovo, Marsicovetere e Viggiano, che hanno subito negli anni flussi migratori più contenuti.

Fig. 2 – Indicatori statistici sulle dinamiche della popolazione

 

In figura 2 è possibile analizzare come, nel periodo 2001-2011, il decremento della popolazione è decisamente elevato con tassi negativi che spesso superano il 10%. Più contenuti sono i decrementi nelle aree a Sud (Lauria, Nemoli, Rivello, ecc.) che risentono probabilmente del polo turistico attrattivo dell’area di Maratea. Tassi di incremento della popolazione si rinvengono soltanto nelle aree a Nord, in quei comuni che gravitano intorno al capoluogo di Regione (Pignola, Tito, Satriano, ecc.) e nei comuni di Marsicovetere e Sarconi, il primo probabilmente in relazione all’espansione della zona residenziale di Villa d’Agri, il secondo allo sviluppo del settore gastronomico legato al “Fagiolo IGP di Sarconi”.

I flussi migratori, che hanno interessato soprattutto le fasce giovanili, hanno influito notevolmente sull’invecchiamento della popolazione.

Esaminando, infatti, i valori dell’indice di vecchiaia (rapporto demografico percentuale tra la popolazione anziana: ≥ 65 anni e la popolazione in età giovanile: < 15 anni), si denota come, soprattutto per i comuni della fascia centrale, l’invecchiamento della popolazione è decisamente sostenuto (2-3 anziani per giovane, fino anche a 5), mentre valori dell’indice inferiori a 100 (valore che indica la presenza di un anziano per un giovane) si rilevano soltanto per i comuni di Marsicovetere, Tito e Pignola.

I fenomeni di spopolamento e di invecchiamento demografico hanno inciso, ovviamente, sulla struttura del lavoro nel settore agro-silvo-pastorale, con una riduzione, spesso notevole, della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) e del settore zootecnico. Questo, se da una parte può incidere positivamente sul rischio di incendio, attraverso la riduzione di pratiche agricole inadeguate o eseguite in modo scorretto (bruciatura delle stoppie, rinnovo del pascolo, bruciatura dei residui di utilizzazione dei boschi, ecc.), dall’altra assume un ruolo negativo riconducibile a due fattori fondamentali:

  • riduzione del presidio e controllo del territorio da parte degli addetti del settore agro-pastorale;
  • fenomeni di espansione forestale, soprattutto di vegetazione arbustiva termofila, riconducibile a “modelli di combustibile” particolarmente propensi alla infiammabilità e alla probabilità di propagazione del fuoco.

Analizzando gli eventi incendiari nell’arco temporale 2005-2019, si nota come, sia per quanto riguarda la numerosità degli eventi che l’area percorsa dagli incendi, i comuni che risultano essere particolarmente suscettibili sono i comuni a Sud dell’area (Lauria, Rivello, Nemoli, Lagonegro) e quelli della parte centro-settentrionale.

Si tratta, generalmente, dei comuni a maggiore densità abitativa: le analisi di correlazione tra popolazione e numero di incendi risultano, infatti, statisticamente significative. In queste aree, soprattutto quelle centro-settentrionali (Marsico, Tramutola, Calvello, Sasso di Castalda, Montemurro, ecc.) è maggiormente elevato il numero di aziende agricole e la SAU percentuale, così come il carico zootecnico (comuni di Brienza, Viggiano, Paterno, Tramutola, Calvello, Tito, ecc.).

Nei comuni a Sud (Lagonegro, Nemoli, Rivello e Lauria) incidono le attività agricole (SAU elevata e elevato numero di addetti al settore agricolo) e zootecnica, che influiscono negativamente, con ogni probabilità, in conseguenza ad operazioni colturali agro-silvo-pastorali non appropriate.

Fig. 3 – Frequenza degli incendi e area percorsa dal fuoco nei comuni del Parco

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