Sandro Joyeux @Officine Gomitoli

Giovedì 6 dicembre 2018 alle ore 19.00 presso il Lanificio25, Dedalus cooperativa sociale ha ospitato in concerto Sandro Joyeux, “musicista migrante” che da anni getta un ponte tra la canzone francese e i ritmi del mondo, mescolando musica di viaggi, di danza e di condivisione.

Evento di apertura della kermesse artistica “Ho visto cose…. Parole, musica ed emozioni contro la paura”, promossa e organizzata dalla cooperativa sociale Dedalus per raccontare quanto fino ad ora è stato fatto negli negli spazi e con le relazioni del centro interculturale “Officine Gomitoli”, la serata si è aperta con un racconto dell’esperienza vissuta dai ragazzi e dalle ragazze, italiani/e e con background migratorio, che quotidianamente abitano il centro interculturale e con una mostra dei lavori realizzati nei percorsi laboratoriali artistici, sostenuti da Fondazione AltaMane Italia, Fondazione con il Sud e Fondazione Charlemagne.

Lo spettacolo musicale di Sandro ha rappresentato un momento votato al racconto di un mondo che migra e si trasforma, messaggio quanto mai importante ed attuale.

Il “griot bianco” ha così dato il via agli eventi che nel mese di dicembre, attraverso la musica, il teatro, la narrazione  e le immagini hanno raccontato l’importante percorso che “Officine Gomitoli” ha realizzato, nei primi tre anni di attività, offrendo al territorio e alla città, uno spazio di incontro e relazione, dove la convivenza è vissuta come occasione non come problema.

La cultura e l’arte, la cura degli spazi che ospitano le attività, l’attenzione ai legami e alle relazioni ne sono state il filo conduttore, senza tralasciare i percorsi di rafforzamento scolastico insieme alla proposta di momenti formativi e di supporto all’inserimento lavorativo.

Un lavoro e un impegno che è passato attraverso la realizzazione, nel 2018, di oltre 30 laboratori e workshop, a cui hanno partecipato attivamente più di 500 giovani (italiani, giovani di seconda generazione, adolescenti con background migratorio e minori stranieri non accompagnati) insieme alla proposta di più di 20 eventi culturali (cicli di film, spettacoli teatrali, presentazione di libri, momenti musicali) aperti alla città.

Accompagnato da Inoussa Dembele (percussioni), Antonio Ragosta (chitarra), Chris Obehi (basso) e Francesco del Prete (batteria), nel suo legame viscerale con la musica, Sandro ha percorso i chilometri fatti con la chitarra sulle spalle alla scoperta delle tradizioni, dei dialetti e dei suoni del Sud del mondo.

Cantando in francese, inglese, italiano, arabo, e in svariati dialetti africani (bambarà, wolof, dioulà) Sandro ha portato con sé sul palco la sua enciclopedia musicale, interamente dedicata a restituire la musica delle proprie origini a chi è stato costretto a fuggire dal proprio paese a causa di guerre, violenze e persecuzioni o, semplicemente, alla ricerca di una vita migliore.

Intrecciando parole, arte ed emozioni, la musica di Sandro, ponte tra l’Africa e l’Europa, ha testimoniato come arte e intercultura dialogano in costante e reciproca osmosi.

Immergendosi così nell’esperienza umana e musicale maturata da Sandro in anni di concerti nei ghetti e nei casolari abbandonati nelle campagne d’Italia a sostegno dei migranti che vi lavorano, la serata è stata “una festa interculturale” che ha trasportato le sonorità reggae e del folk africano nella struttura dell’ex lanificio borbonico di S. Caterina a Formiello a Porta Capuana.

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