PER I DISABILI CONTINUA IL LOCKDOWN

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PER I DISABILI  CONTINUA IL LOCKDOWN

RESTANO ANCORA CHIUSI  I CENTRI DI RIABILITAZIONE E SOSPESI I SERVIZI DI ASSISTENZA DOMICILIARE

 Con l’avvio della cosiddetta fase 2, le attività commerciali sono ripartite, finalmente è possibile uscire fare l’aperitivo, andare al mare e persino in palestra e in piscina. Tutti contenti allora? Possiamo tirare un sospiro di sollievo, la normalità è ormai in dirittura d’arrivo. In realtà c’è chi invece da quasi tre mesi continua a non avere un attimo di respiro, ci riferiamo tutte quelle famiglie di persone con disabilità, (in Italia sono oltre 3 milioni i disabili e la Sicilia conta circa il 6% della popolazione, fonte Istat) costrette a fronteggiare in totale solitudine le mille problematiche legate alla sospensione, per il contenimento del virus, di ogni forma assistenza e di riabilitazione fisica ed intellettiva per i loro cari disabili.

Per queste famiglie la fase di ritorno graduale alla normalità non è ancora incominciata, i centri per la riabilitazione continuano a restare chiusi e le attività di assistenza domiciliare non sono state riattivate. In Sicilia, infatti, sebbene la circolare dell’assessorato regionale alla Salute dello scorso 8 maggio stabilisse la riapertura dei centri socio-sanitari per disabili e anziani a partire dal 18 maggio, nulla ancora si muove in questo senso gli ambulatori continuano a restare chiusi. Nella circolare si forniscono alle Asp le linee guida per la riapertura in sicurezza. Ma si sa un conto sono, le indicazioni, altro affare è darvi attuazione concreta con le azioni. “Questa situazione d’incertezza e confusione non è più tollerabile – afferma Claudia Condorelli, presidente dall’organizzazione di volontariato “Il Faro – famiglie oltre la disabilità”, che opera in provincia di Catania e fa parte del coordinamento di associazioni Mettiamoci in Rete . Ci sentiamo completamente abbandonati dalle istituzioni -dice- per i nostri figli il lockdown continua, e la paura e l’ansia di disperdere i risultati faticosamente raggiunti, cresce sempre più. I centri riabilitativi convenzionati– continua – Condorelli – ci fanno sapere che l’impegno è massimo per ripartire, ma devono tutelare il personale e gli assistiti e che comunque non possono riprendere le attività perché sono ancora in attesa di autorizzazione da parte dell’ASP”.

Probabilmente quest’ultima è in attesa di maggiori ragguagli dalla Regione. Di fatto come al solito le responsabilità rimbalzano da una parte all’altra e non si riesce a venire a capo, di una situazione che per tante famiglie rischia di diventare fuori controllo. Occorre, inoltre, a aggiungere che molti di questi centri di riabilitazione sono strutture private e pertanto, come viene chiaramente specificato nella circolare dovranno farsi carico completamente dei costi relativi alla sanificazione degli ambienti, dei test e dei dispositivi di sicurezza individuale. Un altro punto dolentissimo riguarda la mancata ripresa dell’assistenza domiciliare per disabili, e tra l’altro nella circolare sopracitata la questione non è neppure toccata. Si tratta di un servizio di fondamentale importanza per tante famiglie per la gestione di una quotidianità spesso irta di difficoltà. “Da un giorno all’altro, nel mese di marzo – racconta Alessandra, mamma di una ragazza con grave ritardo psico-motorio e con epilessia – ci siamo ritrovate completamente isolate e senza alcun aiuto. Essendo una donna sola, senza parenti su cui contare, l’assistenza domiciliare due volte a settimana mi consentiva di far fronte ad alcune importanti incombenze e cosa più importante mia figlia ne aveva gran giovamento. In questo periodo ho cercato di organizzarmi per la sopravvivenza, limitando al massimo le uscite, perché rappresentano un grosso problema, mia figlia tende ad avere un rapporto ravvicinato con le persone, a toccarle, inoltre, non tollera la mascherina. Purtroppo ad oggi – aggiunge – nessuno sa dirmi nulla in merito al ripristino del servizio, un silenzio assordante da parte delle degli enti competenti, nessuna comunicazione, nessuno spiraglio di ritorno alla normalità”.

L’Alto Commissariato dell’ONU per i Diritti Umani, in un recente documento  ha ribadito che le persone con disabilità non possono essere dimenticate dalle istituzioni.  Gli Stati   devono affrontare in maniera idonea ed adeguata le esigenze ed i bisogni essenziali delle persone con disabilità, supportando con risorse e strumenti il già gravoso carico d’impegni delle loro famiglie.

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