Autismo, comunicazione alternativa con laboratorio artistico

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Avete mai assistito ad un laboratorio con le persone affette da autismo? E’ un momento assolutamente straordinario. C’è una chiave da trovare per entrare nel mondo degli autistici e quando la si trova, la gioia del più semplice risultato è impagabile. Lo è per l’operatrice o operatore che a volte ci tenta anche per ore e lo è per il ragazzo o ragazza autistica. E’ un ballo di intenzioni con passi in avanti e anche indietro, un dondolio ed uno scatto per riprendere il ritmo seguito fino a pochi istanti prima. Se poi il laboratorio mette insieme propensioni e peculiarità progettuali, l’esperienza diventa forte.

Accade con i laboratori del progetto La Fattoria della Salute (sostenuto da Fondazione CON IL SUD e promosso dalla cooperativa Un Fiore per la vita) che a Fuori di Zucca ad Aversa, ogni settimana accolgono anche le persone affette da disturbo dello spettro autistico seguite dagli educatori dell’associazione La Forza del Silenzio di Casal di Principe, sempre nel Casertano. Il venerdì è dedicato alla manualità con tanto di creazioni artistiche e allora semplici bicchieri di carta nelle mani di Michele diventano dei fiori. Lavora con la colla e sa esattamente quanta metterne e che tipo di pressione esercitare tra le due parti che devono incollarsi. Il suo sguardo è sempre laterale e se lo si incrocia è solo per qualche fugace attimo. Le cannucce prendono la forma di lunghi steli o fili di erba al vento, con la pasta si creano farfalle colorate e con i rotoli di carta tronchi di alberi sempreverdi.

Le passioni però non sono tutte uguali e mentre ci sono quelli che si lasciano guidare dal riciclo dei materiali, c’è Enzo che compone puzzle raffiguranti personaggi della Disney. Gli piace vedere dei video al pc ma l’educatore glielo concede per pochi istanti e solo dopo che Enzo ha riconosciuto figure ed immagini riportate su alcune carte. I due tavoli sotto al grande gazebo della fattoria sociale Fuori di Zucca nel parco dell’ex Maddalena, il primo manicomio civile di Italia, non sono semplicemente occupati ma vivono di trattamenti individualizzati. Nessuno di loro è come gli altri e ad ognuno viene data l’attenzione necessaria perché l’obiettivo è compensare i deficit delle competenze comunicative e linguistiche attraverso la gestualità che è una importante via di comunicazione alternativa.

 

Alfonso sotto l’attenta supervisione dell’educatore canta Rose rosse, interpreta la canzone a mani giunte. La musica è l’unico modo per abbassare la sua tensione. In alcuni momenti ha una carica aggressiva accentuata e allora d’accordo con Alessandra Corona, operatrice della Fattoria della Salute il cellulare si trasforma in un service. Il concerto parte al primo accenno di nota. Alfonso è alto e con la musica che risuona sembra si faccia ancora più alto. Canta senza distrazioni e anche se ha difficoltà a scandire le parole, per lui e per tutte le persone del laboratorio artistico, l’applauso è assicurato.

 

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