La via delle donne verso la consapevolezza: 110 adolescenti pugliesi scoprono come difendersi con il Wen-do

1 donna su 3, nel corso della propria vita, subirà una qualsiasi forma di violenza e molestia: fisica, psicologica, sessuale, economica. Una violenza che si consumerà tra le mura di casa, tra i banchi della scuola, per strada. Molte, troppe donne – come abbiamo scoperto durante la nostra esperienza di operatrici dei Centri Antiviolenza – di fronte a una situazione di pericolo, di molestia e di violenza perpetrata da un uomo, non sanno come reagire: non sono consapevoli della propria forza (sia essa fisica che mentale), né conoscono i limiti dei propri spazi oltre i quali gli altri non sono autorizzati ad andare.
Per tutte loro abbiamo ritenuto fondamentale attivare, all’interno del progetto Via delle donne, i corsi di I° Livello di Wen-do, un insieme di tecniche di autodifesa sia fisiche che psicologiche, finalizzato ad aiutare le donne a riconoscere in se stesse quel coraggio e quella forza utile per difendersi in situazioni di pericolo e comprendere i confini fisici personali.

Abbiamo scelto di rivolgerci alle adolescenti che frequentano le scuole superiori, ben consapevoli sia della vulnerabilità che le ragazze vivono in questo delicato periodo della loro vita che delle difficoltà che molto spesso si ritrovano a vivere all’interno degli ambienti scolastici (e non solo) e con i loro coetanei.
8 laboratori per 8 diversi comuni (Acquaviva delle Fonti, Castellana Grotte, Crispiano, Gallipoli, Gioia del Colle, Mola di Bari, Noci e Valenzano) per 110 studentesse coinvolte.
Ad ogni corso hanno partecipato ragazze provenienti da seconde o terze classi. Questo significa che le ragazze hanno riportato la loro esperienza nelle proprie classi, sensibilizzando un numero ancora maggiore di coetanee.

Per le adolescenti è stata un’occasione per raccontarsi, con la certezza di essere credute e di non sentirsi sole. Dalla sociometria (prima attività del wen-do) è risultato che l’80% delle partecipanti ha subito una qualche forma di violenza e/o molestia. Ogni corso ha costituito un gruppo whatsapp con l’impegno di comunicarsi eventi di wen-do, ossia situazioni in cui le ragazze hanno applicato tecniche o atteggiamenti di wen-do.

Le ragazze in 7/8 ore di training di wen-do hanno imparato:
• semplici tecniche di autodifesa fisica;
• a conoscere le proprie forze e ad usarle in modo efficiente in caso di urgenza;
• a fidarsi delle proprie sensazioni e a sviluppare le capacità percettive al fine di riconoscere anche i segnali più sottili di violenza;
• a percepire il pericolo ponendo limiti sia verbali che fisici;
• ad essere più sicure nel quotidiano;
• tecniche di liberazione e contrattacco efficienti;
• a prendere spazio e a porsi con assertività di fronte alla mancanza di rispetto;
• a dire senza timore le cose che accadono e che danno fastidio e/o sono lesive della dignità.

Inoltre, durante l’alternanza di esercizi fisici e momenti di riflessione condivisa, le ragazze hanno imparato a:
• percepire e riconoscere la molestia e la violenza
• riconoscere stereotipi e pregiudizi attorno al tema della violenza
• riconoscere stereotipi e pregiudizi sulla capacità di autodifesa delle donne
• consapevolizzare la forza del pugno, del calcio, del gomito, dell’artiglio, della voce
• a mantenere il contatto con le proprie emozioni
• simulare situazioni di aggressione in situazione protetta
• ascoltare percezioni e intuizioni
• riconoscere il proprio spazio
• usare la voce e lo sguardo come strumenti di assertività
• eliminare il training da vittima
• conoscere e riconoscere la propria forza fisica e la propria forza interiore
• riconoscere la molestia gentile e quella aggressiva

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