TiAbbraccio: spesa solidale per le famiglie

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Coronavirus non significa solo paura del contagio e sanità in difficoltà. Ogni giorno tocchiamo con mano una problematica concreta, immediata, in forte crescita: la difficoltà economica. Anche se ormai, a dire il vero, il concetto stesso difficoltà è ormai superato: stiamo parlando da una vera e propria emergenza, costituita da famiglie allo stremo, senza soldi neanche per i beni di prima necessità, neanche per garantire i pasti per sé e i propri figli.

TiAbbraccio: la “non bottega” di Cagliari

TiAbbraccio è un progetto nato nel 2016 all’interno dell’Exmè, il centro gestito da Fondazione Domus de Luna nella periferia di Pirri, alle porte di Cagliari.
Abbiamo sempre definito il punto di raccolta di TiAbbraccio una “non bottega” perché chi aveva bisogno di vestiti, libri e giocattoli poteva venire e prenderli senza alcun costo. Ma, già ben prima lockdown di marzo, le famiglie del territorio hanno iniziato a raccontarci la loro disperazione di non avere cibo.
TiAbbraccio si è trasformato, trascinando nel suo mutamento l’intero centro Exmè: la saletta per la musica è diventata il magazzino dello stoccaggio dei viveri, il teatro il punto di confezionamento delle spese, e così via.
Abbiamo risposto subito all’emergenza nell’emergenza: dare da mangiare a chi, ormai senza lavoro, non riusciva più a farcela.

TiAbbraccio: spese solidali per centinaia di famiglie

Dall’inizio del lockdown di marzo ad oggi riceviamo ogni settimana sempre più richieste di aiuto. Il martedì e giovedì, i giorni di consegna, si formano fuori dai cancelli dell’Exmè lunghe code di gente disperata in attesa di ricevere un sacchetto con gli alimenti per la famiglia per poter mangiare durante la settimana. Oltre al cibo (frutta e verdura, cibo in scatola, pasta, zucchero e sale, etc.), vengono forniti omogenizzati e pannolini per i nuclei familiari con bimbi piccoli. E la bombola del gas, i libri di scuola, …
Ascoltiamo storie, sfoghi, a volte arrabbiature, il tutto alimentato dall’ansia di non sapere quando questa situazione terminerà.

TiAbbraccio: la nostra organizzazione per rispondere al bisogno

Siamo arrivati a distribuire circa 6000 spese al mese (è la stima per novembre, ad ottobre sono state 5333), più di 400 famiglie a settimana – in media il nucleo è composto da 3.2 conviventi.
Si può prendere la spesa non più di una volta a settimana, e registriamo una rotazione media mese del 40% tra coloro che sono iscritti al servizio (2661, a fronte di un totale dei nuclei famigliari di 858). Sono tutti inseriti in un sistema che ci permette di verificare le richieste, tenere traccia, fare statistica e rendiconto. Abbiamo di tutti l’Isee che chiediamo sia inferiore a 6mila euro – questo limite è definito in via preferenziale ma non come condizione necessaria, facciamo qualche eccezione, poche ma di buon senso.
Viene consegnata a casa la spesa per più di 200 persone (la scorsa settimana 77 famiglie ne hanno beneficiato; persone con disabilità, famiglie in quarantena, condizioni varie di non autosufficienza) e a molti di loro viene offerto almeno un pasto caldo servito dalla Cooperativa dei Buoni e Cattivi – non considerato nelle statistiche.

In questi giorni di difficoltà, operatori e volontari di Fondazione Domus de Luna non si fermano. Con la speranza di tornare presto ad abbracciarsi. E a riposare un po’ ….

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