Free.Da implementa anche la supervisione psicologica per l’équipe di Progetto Aurora

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Il Progetto Free.Da-Liberə dalla violenza va a potenziare il servizio anti-violenza “Progetto Aurora” con sede a Sassari.
Oltre ad implementare l’équipe, consentendo una maggiore apertura del Centro Anti-Violenza (che ora apre tutti i giorni da lunedì a venerdì, h 9-13 e 15-18) e ad ampliare le attività nella Casa di accoglienza per donne vittime di violenza e i loro figli e figlie, le attività di supporto alle donne con percorsi di autonomia che prevedono corsi di formazione e tirocini di inserimento socio-lavorativo, le azioni di sensibilizzazione rivolte alla comunità, Free.Da pensa anche a rafforzare un servizio fondamentale per chi lavora nei Centri Antiviolenza e nelle Case di Accoglienza: la supervisione dell’équipe.
Con Free.Da, questo servizio verrà implementato e assicurato mensilmente per tutta la durata del progetto, e si estenderà sia alle operatrici del CAV che a quelle della Casa: psicologhe, assistenti sociali, pedagogiste ed educatrici.
Ma di cosa si tratta?
Il lavoro all’interno del servizio antiviolenza “Progetto Aurora” viene svolto da due équipe professionali e multidisciplinari, quella del Centro Anti-Violenza e quella della Casa di Accoglienza, che si riuniscono periodicamente ma che si interfacciano anche giornalmente, in quanto le donne ospiti della Casa sono spesso inviate dal CAV di Progetto Aurora, oltre che da altri CAV o soggetti preposti. Alle professioniste che lavorano in modalità “stabile” nelle due strutture (CAV e Casa), si affiancano mediatrici linguistico-culturali, psicologhe ed altre professioniste che, a seconda dei casi, intervengono per fornire ulteriori servizi alle donne (per es. la consulenza psicologica, la mediazione ecc.) o ai/alle minori ospiti della Casa (per es. nutrizioniste, arte-terapiste ecc.).
E’ particolarmente importante, soprattutto per le professioniste “stabili”, non soltanto confrontarsi in riunioni d’équipe ma anche beneficiare del servizio di supervisione, svolto da un/una psicologo/a professionista specializzato/a.
La supervisione, infatti, supporta le operatrici nell’elaborazione delle dinamiche relazionali interne, tra colleghe e con le utenti, e le sostiene nel difficile lavoro di accoglienza e presa in carico delle donne vittime di violenza e dei loro figli e figlie. Durante le riunioni di supervisione, le operatrici possono elaborare anche i propri vissuti emotivi, riuscendo a rafforzarsi e ad arginare il rischio di burnout, una problematica che colpisce soprattutto chi lavora nel settore della cura e ha ripercussioni sia sulla professionista che sulle utenti.

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