La fauna minore può ora spostarsi tra i settori della Riserva Naturale Statale di Castelvolturno senza dover attraversare strade e rischiare l’investimento

La scorsa settimana la ditta Grimaldi incaricata da ASOIM, capofila di BIO.FOR.POLIS, ha cominciato e concluso, con grande professionalità e rapidità, i lavori per la collocazione di sottopassi in cemento per la fauna minore nella Riserva Statale Naturale di Castelvolturno. Come abbiamo già avuto modo di scrivere la Riserva si compone di settori recintati separati tra loro da strade carrabili di accesso al mare, particolarmente frequentate dalla tarda primavera all’autunno. Ricci, volpi, donnole, ma anche rospi e alcuni rettili potranno utilizzare i sottopassi in cemento per spostarsi da un settore all’altro, riducendo il rischio di finire investiti. La realizzazione dei sottopassi per la fauna è una delle azioni concrete di miglioramento dell’habitat che il progetto BIO.FOR.POLIS prevede nelle due Riserve Statali del comprensorio Napoli-Caserta gestite dall’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Caserta del Corpo Forestale dello Stato.

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Taglio dell’asfalto e preparazione dello scavo

 

Taglio asfalto
Taglio dell’asfalto
Tubi di cemento a terra prima dell'interramento
Tubi di cemento a terra prima dell’interramento

Sono 7 i sottopassi che ha realizzato la ditta. Si tratta di tubi in cemento del diametro di 60 cm che sono stati interrati sotto il manto stradale e che si aprono all’interno della Riserva nei due settori che sono stati connessi. Nei prossimi giorni gli operai del CFS completeranno i lavori consolidando lo scavo in prossimità dell’apertura e ‘modellando ‘ il terreno e la vegetazione per creare degli inviti all’utilizzo. Faremo passare un mese dai lavori per consentire alla fauna di conoscere queste nuove vie di spostamento e connessione e poi apporremo delle fototrappole all’ingresso di alcuni dei sottopassi per monitorarne l’utilizzo da parte degli animali.

Lo scavo
Lo scavo
Lo scavo per il sottopasso visto dalla prospettiva di chi lo utilizzerà
Lo scavo per il sottopasso visto dalla prospettiva di chi lo utilizzerà
Il sottopasso da dentro
Il sottopasso da dentro
Lo scavo completato
Lo scavo completato
Il sottopasso viene calato nello scavo
Il sottopasso viene calato nello scavo

Le strade rappresentano delle barriere per la fauna e frammentano gli habitat. Da tempo i biologi della conservazione hanno affrontato il problema e suggerito soluzioni, tra i quali diverse tipologie di ‘ecodotti’ a seconda del contesto, dell’ampiezza della strada da superare, degli habitat da riunire, delle specie presenti nell’area.  Sovrapassi e sottopassi sono ecodotti. In Italia non sono molti gli esempi di infrastrutture di questo tipo già realizzate. Sottopassi simili a quelli creati da BIO.FOR.POLIS, sono stati realizzati in Insubria nell’ambito del progetto LIFE+ TIB. Probabilmente  l’intervento realizzato a Castelvolturno è il primo del genere nella Regione Campania e forse nelle regioni meridionali.

A gennaio, con date già programmate, le aree di intervento saranno visitate dalle associazioni del partenariato e da scuole dell’area, che parteciperanno anche alle ultime operazioni di consolidamento e preparazione degli ‘inviti’, alla sistemazione della fototrappola per il monitoraggio dell’uso. Saranno le stesse associazioni e gli studenti delle scuole che toccando con mano le questioni relative a connettività ambientale, habitat residui e miglioramento ambientale e le possibili soluzioni o mitigazioni, si faranno portavoce di queste problematiche presso un uditorio più ampio che è quello del territorio.

Il sottopasso, costituito da più tubi in cemento giunti ad incastro,  è posizionato nello scavo
Il sottopasso, costituito da più tubi in cemento giunti ad incastro, è posizionato nello scavo
Si comincia a ricoprire il sottopasso
Si comincia a ricoprire il sottopasso
Il tubo in cemento che funge da sottopasso nello scavo
Il tubo in cemento che funge da sottopasso

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