La rete per l’accoglienza a Cagliari

Grazie al lavoro di rete la casa di Arbus sta funzionando e potrà accogliere.

Nel cagliaritano si è consolidata attorno alla Casa della Giovane Ettore Desogus di Arbus una rete territoriale per l’accoglienza, nata su iniziativa di Acisjf. Durante tutto il periodo in cui è svolto i progetto Ampliacasa, il lavoro di rete ha permesso la realizzazione di numerose attività, che hanno dato all’associazione la possibilità di far conoscere al territorio l’associazione, ma soprattutto di stabilire un primo contatto con la comunità circostante per cercare di avvicinare più persone possibili e rendere “attiva” la casa in tutti i suoi spazi.

Una rete indispensabile. Non sarebbe stato possibile aprire lo dello sportello d’ascolto, all’interno della struttura, senza la collaborazione delle associazioni, che si occupano delle attività a carattere educativo. Ma poiché l’obiettivo è il cohousing, Acisjf ha fin dall’inizio avviato una stretta collaborazione con alcune associazioni che sul territorio già da qualche tempo si occupano di cohousing, in modo tale da poter lavorare fianco a fianco, visto che per Acisjf Cagliari si tratta della prima esperienza in questo campo. Queste associazioni hanno fin da subito accolto in maniera costruttiva l’invito a far parte della rete: una partecipazione attiva testimoniata anche dalla costante partecipazione dei volontari ai vari incontri di formazione che si sono tenuti a livello nazionale.

Lavorare in rete permette alle associazioni di scambiarsi le conoscenze, suddividere il lavoro e i ruoli in base alle competenze specifiche, in modo da valorizzare tutte le risorse disponibili.

I bisogni e le potenzialità. Il lavoro in rete, però, è stato utile anche per mettere a fuoco le problematiche del territorio, dalle quali si sviluppano inevitabilmente i bisogni abitativi per i quali, attraverso il lavoro del progetto, bisognerà cercare risposte.

La situazione del territorio è alquanto preoccupante e mette la rete davanti a una condizione di forte disagio emotivo e di costante rinforzo psicologico. Con la rete si è cercato, sin dai primi passi, di dare a chi si rivolge ai vari enti le informazioni necessarie per attivare un processo dinamico di orientamento. Quello che è chiaro è che senza il lavoro di rete non sarebbe possibile coprire in maniera ottimale i bisogni dell’intero territorio, fornendo sostegno e supporto adeguati.

In tutti questi mesi le attività sono state numerose e varie e hanno fatto in modo che emergessero in maniera netta le potenzialità della casa di Arbus che tra l’altro, in pochissimo tempo, ha subìto una netta trasformazione. Con la collaborazione di numerose associazioni del territorio, infatti, si sono organizzate: assemblee e convegni, giornate contro la violenza sulla donna, corsi di yoga della risata, cene solidali di autofinanziamento, sottoscrizione a premi, laboratori di cucina e cucito, cineforum e attività di natale.

Un lavoro di rete attivo che sarà fondamentale anche nei mesi futuri, quando la casa sarà pronta per accogliere le prime ospiti.

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