《Il filo di Tessi》

di

𝗟ᴇ 𝘀ᴛᴏʀɪᴇ
In Nigeria frequentava una Scuola per sarti e per guadagnare lavorava come parrucchiera, ma il suo sogno era cucire.
Le piaceva l’idea di tirare fuori forme sempre diverse da un semplice filo intrecciato.
Il suo Kingsley, invece, era quasi laureato in Scienze Politiche, poi il matrimonio, ma lui fremeva, voleva andarsene, voleva riuscire a sognare un futuro migliore.
E allora il viaggio, verso l’Europa, verso un sogno che potesse garantire alla famiglia una vita “normale”, fatta di affetti, una casa, un lavoro.
Tutto qui. Il sogno di vivere, semplicemente.
L’Europa li aspetta in Italia, entrano in un Centro di Accoglienza Straordinaria a Roma.
Il benvenuto nella nuova vita si chiama Greatness, la loro prima figlia. “Grandezza”, come grande era, ed è, il loro sogno di questo filo di vita ritrovato e da intrecciare.
Durante la permanenza nel CAS, Tessi non demorde e continua a cucire, a creare vestitini e magliette e comincia a farsi arrivare dalla Nigeria i tessuti colorati tipici.
Ne crea tanti, anche perché arriva Simon, un bel maschietto, che cresce in fretta.
Finalmente la svolta: nel 2018 riescono ad entrare nel Sistema Sprar.
A novembre di quell’anno arrivano qui, a Torrecuso, piccolo comune del welcome.
La vita cambia.
Nello Sprar la guardano come donna, come persona, come Tessi, non come “migrante”.
Il Sindaco e l’équipe Sprar di Nicoletta, la coordinatrice, li accolgono, pendono in braccio i bimbi, parlano con Kingsley, ascoltano la loro storia, stendono insieme a loro un “progetto migratorio personalizzato”.
Greatness comincia ad andare all’asilo, hanno una casa.
Tessi è felice. Mostra con orgoglio le sue creazioni sartoriali, anzi le dona per la Giornata del Migrante che la rete degli Sprar “Sale della Terra” sta per organizzare, a giugno 2019. All’Orto di Casa Betania fanno a gara per comprare le sue magliette, anzi gliene ordinano il doppio. Lei, a fatica, riesce a mantenere tutte le promesse di consegna.
Tessi racconta a Nicoletta e a Liliana, la responsabile del brand “TuSeiTelaio” a marchio “Sale della Terra”, che tagliare e cucire tessuti è proprio la sua passione, la sua “vocazione”, e che le piacerebbe imparare, esercitarsi, farne un lavoro.
Ma trovare un tirocinio per Tessi si rivela molto complicato.
Alla fine, Liliana e Nicoletta, aiutate da Donatella, riescono ad attivare per lei un tirocinio al Charity Shop e finalmente Tessi tesse.
Greatness, intanto, continua l’asilo, accompagnata dagli Operatori dello Sprar, dalle Suore e dalle donne del paese.
Simon è ancora piccolo e resta a casa accudito un po’ dal papà e da questa “famiglia allargata” di Torrecuso.
Kingsley, nel frattempo, si dà da fare: prende la qualifica di pizzaiolo, consegue la licenza media italiana (perché gli studi fatti in Nigeria non sono riconosciuti, qui in Italia), sogna di prendere la patente di guida, aiuta in casa mentre la sua Tessi si dedica al lavoro di sarta.
Adesso Tessi, con l’aiuto di Giovanni e di Liliana, cuce nel laboratorio dello Store “Sale della Terra”. Le ridono gli occhi, emana un’energia straordinaria.
Una famiglia finalmente felice. Una comunità felice che loro siano entrati nella vita di Torrecuso morsa dallo spopolamento e dalle nascite quasi zero.
Ma c’è una nuovola grigia, ancora.
Si chiama “proroga”.
Il 26 novembre a Kingsley potrebbe non essere rinnovata la proroga. Se non trova un lavoro, dovrà andarsene, sradicare moglie e figli dalla terra in cui hanno scelto di vivere per sempre.
Questa foto è stata scattata da Donato a Carnevale di quest’anno. Una festa per bambini e tra bambini.
Una bimba si avvicina a Simon e gli fa una carezza.
I bambini vedono bambini, per fortuna sono liberi, e sono meravigliosamente “daltonici” e senza paure.
In quella foto, però, prevale lo sguardo di Tessi che “sente” quell’affetto, si intenerisce, ma ha una forza straordinaria di guardare oltre, di sognare, anzi forse vedere, il futuro.
𝐺𝑎𝑏𝑟𝑖𝑒𝑙𝑙𝑎𝐷𝑒𝑏𝑜𝑟𝑎𝐺𝑖𝑜𝑟𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒
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(grazie a Marianna, operatrice e corrispondente dello SPRAR “Sale della Terra” Torrecuso)
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